{"id":1017,"date":"2020-04-24T14:44:00","date_gmt":"2020-04-24T12:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/?p=1017"},"modified":"2020-04-24T09:52:00","modified_gmt":"2020-04-24T07:52:00","slug":"recensione-tre-manifesti-a-ebbing-missouri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/index.php\/2020\/04\/24\/recensione-tre-manifesti-a-ebbing-missouri\/","title":{"rendered":"RECENSIONE TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI"},"content":{"rendered":"\n<p>Mildred Hayes \u00e8 una madre divorziata ancora molto sofferente per la morte della figlia, violentata e bruciata viva circa un anno prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, si accorge che sulla strada che porta alla sua casa vi sono tre cartelloni pubblicitari in disuso; cos\u00ec, decide di affittarli e vi fa affiggere sopra tre frasi che daranno non poco fastidio allo sceriffo della citt\u00e0 ed agli altri poliziotti, costringendoli a ritornare sul caso della giovane Angela Hayes.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la durata non eccessiva (poco meno di due ore), l\u2019opera di Martin McDonagh \u00e8 ricchissima di eventi.<\/p>\n\n\n\n<p>I manifesti vengono affissi a pochi minuti dall\u2019inizio del film, cos\u00ec da lanciare il pubblico subito nel bel mezzo della vicenda; da qui in poi, il regista inglese analizzer\u00e0 in maniera piuttosto minuziosa tutti i personaggi principali, mostrando i loro valori (quando ne hanno) e le loro contraddizioni, dimostrandosi il pi\u00f9 delle volte imparziale e distaccato.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincitore di ben 4 Golden Globes (Miglior film drammatico, Miglior attrice in un film drammatico, Miglior attore non protagonista e Miglior sceneggiatura), \u201cTre manifesti a Ebbing, Missouri\u201d \u00e8 giunto nelle sale italiane l\u201911 gennaio di quest\u2019anno, accompagnato dagli applausi ricevuti alla Mostra internazionale d\u2019arte cinematografica di Venezia e dai pareri molto positivi di critica e pubblico d\u2019oltreoceano.<\/p>\n\n\n\n<p>La regia \u00e8 variegata, permettendoci di gustare riprese statiche ariose, in cui il nostro sguardo esplora le vaste distese di verde, fino a raggiungere i meravigliosi tramonti oltre le montagne, non disdegnando, per\u00f2, piani sequenza (uno in particolare) che si manifestano in situazioni quasi inaspettate, mantenendo alta l\u2019attenzione di chi guarda ed allontanando la monotonia da un film sicuramente non ricco di scene \u201caction\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prove attoriali sono davvero pazzesche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Frances McDormand, vincitrice nel 1997 del Premio Oscar alla miglior attrice per la sua interpretazione nel cult \u201cFargo\u201d dei fratelli Coen, interpreta Mildred Hayes, una donna dura, estrema e dalla mentalit\u00e0 rigida, animata dal desiderio di giustizia e dalla convinzione che non sia stato fatto abbastanza per giungere alla verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 ragionevole sar\u00e0, invece, lo sceriffo Bill Willoughby di Woody Harrelson; nonostante i suoi problemi di salute e le preoccupazioni dategli dall\u2019impaziente Mildred, si dimostrer\u00e0 il pi\u00f9 equilibrato tra i protagonisti e la performance dell\u2019attore statunitense riuscir\u00e0 ad esprimere al meglio le numerose sfaccettature del personaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vincitore del Golden Globe come \u201cMiglior attore non protagonista\u201d \u00e8 Sam Rockwell, alle prese con un ruolo incredibilmente difficile. L\u2019agente Jason Dixon \u00e8 un uomo frustrato, triste, alcolizzato e violento; l\u2019omofobia e il razzismo che lo caratterizzano sono una chiara critica alla societ\u00e0 statunitense, incredibilmente sviluppata dal punto di vista tecnologico ed economico, ed incredibilmente arretrata nell\u2019incapacit\u00e0 di integrare efficacemente il \u201cdiverso\u201d e nell\u2019accettare il suo status di conglomerato di culture, lingue e razze diverse (e non sono di certo gli unici al mondo a non accettarlo).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo dell\u2019agente Dixon sar\u00e0 ricco di difficolt\u00e0 e molto appassionante, passando per momenti a dir poco folli seguiti da frangenti di insperata lucidit\u00e0, sintetizzando l\u2019isterico fermento che ha preso il sopravvento su Ebbig (citt\u00e0 immaginaria) dopo l\u2019affissione dei tre manifesti.<\/p>\n\n\n\n<p>La sceneggiatura \u00e8 composta da dialoghi affilati e decisi, conditi con una buona dose di turpiloquio che, in alcune situazioni, risulta forse un po&#8217; eccessivo, dandoci la sensazione che si voglia necessariamente creare qualcosa di volgare perch\u00e9 \u201cvolgare=trasgressivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna anche dire che non ci troveremo di fronte ad un semplice film drammatico; ogni situazione particolarmente triste viene sempre contaminata con atmosfere paradossali, dialoghi imprevedibili ed alle volte spiazzanti (qualcuno prover\u00e0 un effetto \u201cTwin Peaks\u201d, visto anche lo svolgersi della vicenda in una piccola citt\u00e0), quindi per apprezzare a pieno emozioni cos\u00ec ricercate, il film merita sicuramente pi\u00f9 di una visione.<\/p>\n\n\n\n<p>In aggiunta, l\u2019operazione di McDonagh potrebbe non essere considerata cos\u00ec innovativa, proprio perch\u00e9 vi sono spunti presi da registi pi\u00f9 esperti (il gi\u00e0 citato Lynch per i dialoghi paradossali e un po&#8217; di Tarantino spruzzato su vaste parti della sceneggiatura), ma il 2018 comincia bene per chi ama il cinema proprio grazie a questo film, che sembra gi\u00e0 pronto a diventare un cult.<\/p>\n\n\n\n<p>VOTO: 7.5<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS-717x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1018\" srcset=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/3BILLBOARDS.jpg 1120w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Articolo a cura di Vittorio Cecere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mildred Hayes \u00e8 una madre divorziata ancora molto sofferente per la morte della figlia, violentata e bruciata viva circa un<\/p>\n<div class='the_champ_sharing_container the_champ_vertical_sharing the_champ_hide_sharing the_champ_bottom_sharing' style='width:44px;left: -10px;top: 100px;-webkit-box-shadow:none;box-shadow:none;' data-super-socializer-href=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\"><div class=\"the_champ_sharing_ul\"><a style=\"font-size:24px!important;box-shadow:none;display:inline-block!important;font-size: 16px;padding: 0 4px;vertical-align:middle;display:inline;\" class=\"theChampSharingRound\"><span class=\"the_champ_square_count\">&nbsp;<\/span><div style=\"width:70px;height:35px;margin-bottom:9px !important;\" title=\"Total Shares\" class=\"theChampSharing theChampTCBackground\"><\/div><\/a><a class=\"the_champ_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.rivistazoom.it\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" 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