{"id":1057,"date":"2020-05-02T11:42:45","date_gmt":"2020-05-02T09:42:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/?p=1057"},"modified":"2020-05-02T11:42:47","modified_gmt":"2020-05-02T09:42:47","slug":"recensione-mother","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/index.php\/2020\/05\/02\/recensione-mother\/","title":{"rendered":"Recensione &#8220;Mother&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Darren Aronofsky \u00e8 sicuramente uno dei registi che pi\u00f9 divide critica e pubblico ogni volta che un suo lungometraggio viene portato nelle sale. Nella sua filmografia non sono poche le opere coraggiose, stilisticamente estreme e disturbanti. Noto per la sua tendenza ad utilizzare montaggi serrati, funzionali alla descrizione dei deliri psicopatologici che i personaggi manifestano nelle sue storie, non ha mai risparmiato al pubblico la sua visione pessimistica e nichilista in merito all\u2019essere umano e al suo ruolo nel mondo come specie animale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con \u201cMother!\u201d, dopo parecchio tempo dall\u2019ultima volta, sono uscito dalla sala ponendomi prima di tutto una domanda: \u201ccosa ho visto?\u201d.<br>Superato il disorientamento che aveva caratterizzato la visione soprattutto nei venti minuti finali del film, posso dire di aver apprezzato la ricerca maniacale dell\u2019inquadratura giusta, dell\u2019effetto visivo pi\u00f9 suggestivo (con effetti in CGI sicuramente migliori di quelli presenti in \u201cNoah\u201d), nonch\u00e9 le performance attoriali, nonostante nel personaggio della Madre (Jennifer Lawrence) ci siano alcune reazioni assolutamente poco credibili e quasi comiche. Dunque, di 120 minuti di delirio cinematografico, cosa rimane allo spettatore?<br>I pi\u00f9 pigri diranno: questo film non ha senso, sono solo immagini disturbanti vuote e prive di qualsiasi significato; la vittoria dell\u2019estetica e dell\u2019adorazione del macabro sulla sostanza. C\u2019\u00e8 invece chi grider\u00e0 al capolavoro, come \u00e8 stato fatto per \u201cThe Neon Demon\u201d di Nicolas Winding Refn.<\/p>\n\n\n\n<p>Come detto precedentemente, anche quest\u2019ultima opera di Aronofsky divide, e lo fa per due motivi. Innanzitutto perch\u00e9 ognuno metabolizza un argomento di tale pesantezza emotiva in modo diverso, e perch\u00e9 un buon numero di spettatori preferisce nascondersi alcune scomode verit\u00e0 piuttosto che vederle affrontate in un  film che, con superficialit\u00e0, oggi da alcuni viene ancora considerato solo un semplice intrattenimento o un espediente per passare due ore di spensieratezza fuggendo dai problemi della vita quotidiana. In secondo luogo perch\u00e9 la qualit\u00e0 dell\u2019opera \u00e8 effettivamente altalenante. Vi sono momenti intensi, scanditi dal battito cardiaco e dal respiro affannato della Madre, prigioniera di un\u2019insicurezza avvolgente che la porta ad essere ossessivamente gelosa di Lui, delle cose di Lui, delle loro foto, della loro abitazione. Quando il mondo esterno busser\u00e0 alla loro porta, le sue pi\u00f9 grandi paure si avvereranno e la sua realt\u00e0, composta da pochissimi ed essenziali elementi, verr\u00e0 stravolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono momenti, invece, molto meno ispirati sia dal punto di vista attoriale sia per quanto riguarda la sceneggiatura. Nella maggioranza di essi si dimostra punto debole proprio la performance della Lawrence, a causa di alcune esclamazioni che la fanno essere quasi caricaturale. In pi\u00f9 l\u2019atmosfera paradossale della pellicola non aiuta lo spettatore ad immedesimarsi nella situazione. Javier Bardem \u00e8 credibilissimo, interpretando un personaggio cos\u00ec ambiguo, prima rassicurante e poi gelido, pacato ma in fondo sull\u2019orlo di una crisi di nervi. Prigioniero della solitudine in cui la coppia vive, non gli basta l\u2019immenso amore della<br>moglie, alle volte rappresentante una semplice fonte di ispirazione piuttosto che una donna da amare. Qui comincia l\u2019analisi isterica di un egoismo ben nascosto dalle carezze, dai finti sorrisi, dai baci senza trasporto; un rapporto fantasma a cui lei rimane aggrappata con tutte le sue forze, pur di non perdere il punto di riferimento pi\u00f9 importante, che con tutta probabilit\u00e0 non coincide neanche con la figura del marito, ma con lo<br>stereotipo di coppia felice e desiderosa di procreare. Lui consuma l\u2019amore della Madre, la sua linfa vitale; in pi\u00f9 di qualche passaggio sembra inconsapevole di che parassita si stia rivelando, di come stia tradendo la<br>fiducia di Lei, e questo rende tutto pi\u00f9 triste ed inesorabile.<br>E questa \u00e8 solo una delle chiavi di lettura che si possono utilizzare per interpretare la \u201ccreatura\u201d di Aronofsky, smentendo chi la considera solo un \u201cguscio vuoto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ottimi anche Ed Harris e Michelle Pfeiffer, ospiti invadenti e fastidiosi che provocano l\u2019emersione delle voragini emotive della relazione tra la Lawrence e Bardem. Il film trasporta lo spettatore in un turbine di inquadrature, dai primi piani sugli occhi di Lei, alle riprese ariose ed esplorabili con lo sguardo; gestito molto bene il crescendo emotivo, con un montaggio che si fa via via pi\u00f9 intenso e frenetico, raggiungendo l\u2019apice proprio a pochi minuti dalla fine, dove anche la violenza visiva (forse non del tutto necessaria?) colpisce come un pugno chi guarda. In alcune immagini \u00e8 giustificabile chiedersi, appunto, se fosse necessario essere cos\u00ec espliciti e truculenti, o se ultimamente la moda del \u201cgore\u201d venga sfruttata in modo massiccio solo per bearsi del titolo di \u201ctrasgressivi\u201d. Le due ore scorrono rapide e non annoiano, ponendoci di fronte a situazioni tese e sgradevoli in continuazione; non ci sono momenti di tregua, e questo a mio avviso \u00e8 un punto a favore di un film che sicuramente non presenta problemi di ritmo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Per chiudere il film, Aronofsky compie la scelta pi\u00f9 saggia ed efficace, ridando allo spettatore i punti di riferimento che questo aveva perso nel delirio conclusivo e facendo finalmente tornare i conti, domando una trama articolata che poteva franare su se stessa e prosciugando fino all\u2019ultima goccia, come il protagonista della vicenda, la fonte della sua ispirazione.<\/p>\n\n\n\n<p>VOTO: 7.5<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Articolo a cura di Vittorio Cecere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"721\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-721x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1058\" srcset=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-721x1024.jpg 721w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-768x1090.jpg 768w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-1082x1536.jpg 1082w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1-1443x2048.jpg 1443w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mother-1.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 721px) 100vw, 721px\" \/><figcaption>mother! (2017) Movie Poster CR: Paramount Pictures<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Darren Aronofsky \u00e8 sicuramente uno dei registi che pi\u00f9 divide critica e pubblico ogni volta che un suo lungometraggio viene<\/p>\n<div class='the_champ_sharing_container the_champ_vertical_sharing the_champ_hide_sharing the_champ_bottom_sharing' style='width:44px;left: -10px;top: 100px;-webkit-box-shadow:none;box-shadow:none;' data-super-socializer-href=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\"data-super-socializer-no-counts=\"1\"><div class=\"the_champ_sharing_ul\"><a style=\"font-size:24px!important;box-shadow:none;display:inline-block!important;font-size: 16px;padding: 0 4px;vertical-align:middle;display:inline;\" class=\"theChampSharingRound\"><span class=\"the_champ_square_count\">&nbsp;<\/span><div style=\"width:70px;height:35px;margin-bottom:9px !important;\" title=\"Total Shares\" class=\"theChampSharing theChampTCBackground\"><\/div><\/a><a 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