{"id":1153,"date":"2020-05-22T14:39:36","date_gmt":"2020-05-22T12:39:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/?p=1153"},"modified":"2020-05-22T14:39:37","modified_gmt":"2020-05-22T12:39:37","slug":"recensione-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/index.php\/2020\/05\/22\/recensione-it\/","title":{"rendered":"RECENSIONE IT"},"content":{"rendered":"\n<p>Ottobre 1988. Il piccolo\nGeorgie sta giocando con una barchetta di carta fatta dal fratello\nBill; accidentalmente, questa finisce in uno scarico fognario.\nScrutando nel buio, si accorge che nello scarico vi \u00e8 un uomo\nvestito da clown. Georgie scopre che il nome di quest\u2019ultimo \u00e8\nPennywise, il \u201cclown ballerino\u201d; per riavere la barchetta che\nPennywise ha tra le mani, il bambino si sporge allungando il braccio,\nintimorito dall\u2019eventuale ira del fratello maggiore, una volta\ntornato a casa senza di essa. Il clown lo morde all\u2019arto,\nmutilandolo, dopodich\u00e9 lo trascina con s\u00e9 nella fogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\n\u00e8 l\u2019incipit di uno dei film pi\u00f9 attesi dell\u2019anno: \u201cIt\u201d di\nAndr\u00e8s Muschietti, tratto dall\u2019omonimo romanzo di Stephen King,\npubblicato nel 1986 e considerato il capolavoro per eccellenza dello\nscrittore statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regista argentino viene\nda un esordio ottimo, grazie ad uno degli horror pi\u00f9 interessanti\ndegli ultimi anni: \u201cMama\u201d o \u201cLa madre\u201d(2013), pellicola\nprodotta da Guillermo del Toro, caratterizzata da interessanti tinte\ngothic che accompagnano lo spettatore attraverso una storia triste ed\natipica, diretta con maestria e che regala momenti di vera tensione\nanche senza scadere nei classici jumpscare ormai tanto odiati dai\nveri appassionati dell\u2019horror.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscito pi\u00f9 di un mese fa\nnegli Stati Uniti, \u201cIt\u201d ha sbancato al botteghino, diventando il\nfilm horror R-rated  ad aver incassato di pi\u00f9 nella storia degli\nUSA, ed \u00e8 stato accolto positivamente dalla critica, aumentando\ninevitabilmente le aspettative di noi abitanti del \u201cbel paese\u201d,\nche per settimane abbiamo dovuto evitare con cura la pioggia di\nspoiler che ha completamente allagato il web.<\/p>\n\n\n\n<p>Il film ci catapulta\nsubito in casa di uno dei protagonisti, Bill Denbrough (un credibile\nJaeden Lieberher), che regala una barchetta di carta al suo\nfratellino Georgie, per farlo giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spiegato\nprecedentemente \u201cIt\u201d, nelle vesti del clown Pennywise, far\u00e0\nsparire Georgie, dando inizio ad un nuovo ciclo di uccisioni, che si\nscoprir\u00e0 avvenire ogni 27 anni. Infatti Pennywise \u00e8 solo una delle\ntante forme del demone \u201cIt\u201d, che assume le sembianze di ci\u00f2 che\nfa pi\u00f9 paura alla sua vittima e si nutre di carne umana per poter\nsostenere il suo trentennale letargo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto del film si\nconcentrer\u00e0 sulla ricerca del fratellino da parte di Bill e del suo\ngruppo di amici, con un contorno molto sfaccettato in cui vengono\nanalizzati pi\u00f9 o meno approfonditamente i temi del bullismo, della\nviolenza domestica, delle conseguenze dei traumi infantili e della\nprofonda amicizia come arma per affrontare anche i problemi pi\u00f9\ninsormontabili, offrendo spunti per una moltitudine di altre\ntematiche (di fatto \u00e8 uno dei pregi assoluti del libro).<\/p>\n\n\n\n<p>Il filtro utilizzato \u00e8\nindubbiamente meno oscuro rispetto a quello de \u201cLa madre\u201d, con\ndei momenti in cui comunque vira verso tonalit\u00e0 quasi sulfuree,\nregalandoci una fotografia a tratti memorabile ed orrorifica, e\nsequenze abbastanza disturbanti ma probabilmente meno pesanti di\nquanto ci sia stato preannunciato dalle opinioni d\u2019Oltreoceano.<\/p>\n\n\n\n<p>Bill Skarsgard \u00e8 un \u201cIt\u201d\nmeno ambiguo di quello di Tim Curry, che ha interpretato lo stesso\nruolo nella miniserie televisiva del 1990, ed anche a livello\nestetico \u00e8 pi\u00f9 dichiaratamente malvagio. Questa \u00e8 gi\u00e0 una presa\ndi posizione forte da parte del regista e dei suoi collaboratori, che\nhanno scelto di fare un film horror a tutti gli effetti, in cui ci\nsono scene di violenza ai danni di giovanissimi protagonisti.<\/p>\n\n\n\n<p>La caratterizzazione di\nquesti \u00e8 di qualit\u00e0 altalenante: se Bill e Beverly (interpretata da\nSophia Lillis, che risulta essere l\u2019attrice pi\u00f9 in parte) sono\npersonaggi dotati di carisma, coraggiosi e ricchi di quei valori di\ncui la citt\u00e0 in cui abitano \u00e8 irrimediabilmente priva, gli altri\nrisultano spiacevolmente superficiali, vista la mole di pagine\nscritta da King per renderli unici e riconoscibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima mezz\u2019ora di\nfilm \u00e8 proprio volta a presentarci i componenti del Club dei\nPerdenti, con le loro paure, le loro fragilit\u00e0, ma anche i loro\npregi, i quali saranno molto utili nella lotta contro il temibile\nnemico. Non \u00e8 da nascondere per\u00f2 una struttura veramente troppo\nlineare utilizzata per questa presentazione, ed \u00e8 un peccato perch\u00e9\nil film, superato questo momento di monotonia, \u00e8 in grado di\nintrattenere, spaventare ed anche divertire (nonostante i suoi 135\nminuti di durata).<\/p>\n\n\n\n<p>La regia ci offre sequenze\nmolto suggestive, rendendo facilmente comprensibili anche le scene\npi\u00f9 caotiche e movimentate, prendendosi i suoi tempi invece per le\npi\u00f9 statiche in cui fa da protagonista lo sguardo strabico di\nPennywise. Si avverte per\u00f2, una CGI forse troppo invasiva e non\nsempre al top (menzione particolare per l\u2019aggressione di inizio\nfilm ai danni di Georgie) e questo va ad intaccare la bellezza visiva\ndell\u2019opera che raggiunge il suo apice soprattutto negli ultimi\nminuti in cui alcune scene sono davvero mozzafiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sottolineare una\ncolonna sonora in grado di accarezzare le orecchie nei momenti pi\u00f9\ndolci o pi\u00f9 tristi, e di sfondare i timpani soprattutto nel momento\ndel jumpscare. Questa tecnica \u00e8 utilizzata di frequente nel film, e\nnonostante Muschietti sia capace di gestirla al meglio, c\u2019\u00e8 da\ndire che \u00e8 veramente l\u2019unica fonte di spavento presente. Non\nprendendo in considerazione gli sfortunati che soffrono di\ncoulrofobia (se lo vedete \u00e8 probabile che non dormirete per\nsettimane), chi va al cinema aspettandosi di rimanere terrorizzato\nnon avr\u00e0 quello che cerca. Sicuramente la pellicola risulta\ninquietante e gli jumpscare ci permetteranno anche di fare qualche\nsalto sulla poltrona, ma \u00e8 la natura stessa dell\u2019antagonista del\nClub dei Perdenti (che comunque per la maggior parte del\nlungometraggio mantiene le sembianze del \u201cclown ballerino\u201d) a\nrenderlo meno terrificante di personaggi come Bughuul (\u201cSinister\u201d\n2012) o di Bathsheba (\u201cThe Conjuring\u201d 2013).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u201cIt\u201d per\u00f2,\ncome il libro, non va considerato solo per la sua capacit\u00e0 di\nspaventare, ma anche per la capacit\u00e0 di emozionare lo spettatore.\n\u201cIt\u201d \u00e8 anche la storia di un ragazzo bullizzato, o di uno che\nnon riesce a sopportare la scomparsa del fratello, o di uno con la\nmadre esageratamente apprensiva; \u201cIt\u201d \u00e8 soprattutto il racconto\ndi pi\u00f9 storie intrecciate, in cui l\u2019amicizia \u00e8 una boccata d\u2019aria\nin una citt\u00e0 (Derry, citt\u00e0 fittizia nel Maine) che pi\u00f9 di altre,\nsottopone gli abitanti ad una selezione naturale che non \u00e8 solo\ncausata dal demone che d\u00e0 il titolo all\u2019opera, ma anche da demoni\nche non hanno nulla di soprannaturale, che non colpiscono ogni 27\nanni, ma che torturano molte persone nel mondo tutti i giorni; questi\nnon ti rapiscono quando sei solo sotto una fitta pioggia mentre stai\ninseguendo una barchetta di carta, ma ti feriscono davanti a molte\npersone che preferiscono far finta di non guardare, sentire o vedere,\no magari ti aggrediscono tra le mura di casa, dove ci si aspetta\nprotezione dalla crudelt\u00e0 del mondo esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sconfiggere It non \u00e8 solo\nliberarsi di un essere crudele che si nutre di bambini, ma \u00e8\nimparare ad affrontare i mostri con cui i Perdenti si dovranno\nconfrontare nei 27 anni in cui lui non ci sar\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>VOTO: 7<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coverlg_home-2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1154\" srcset=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coverlg_home-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coverlg_home-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coverlg_home-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coverlg_home-2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Articolo a cura di Vittorio Cecere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottobre 1988. Il piccolo Georgie sta giocando con una barchetta di carta fatta dal fratello Bill; accidentalmente, questa finisce in<\/p>\n<div class='the_champ_sharing_container the_champ_vertical_sharing the_champ_hide_sharing the_champ_bottom_sharing' style='width:44px;left: -10px;top: 100px;-webkit-box-shadow:none;box-shadow:none;' data-super-socializer-href=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\"><div class=\"the_champ_sharing_ul\"><a style=\"font-size:24px!important;box-shadow:none;display:inline-block!important;font-size: 16px;padding: 0 4px;vertical-align:middle;display:inline;\" class=\"theChampSharingRound\"><span class=\"the_champ_square_count\">&nbsp;<\/span><div style=\"width:70px;height:35px;margin-bottom:9px !important;\" title=\"Total Shares\" class=\"theChampSharing theChampTCBackground\"><\/div><\/a><a class=\"the_champ_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.rivistazoom.it\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" 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