{"id":1272,"date":"2020-06-05T19:05:29","date_gmt":"2020-06-05T17:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/?p=1272"},"modified":"2020-06-05T19:05:30","modified_gmt":"2020-06-05T17:05:30","slug":"recensione-death-wish","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/index.php\/2020\/06\/05\/recensione-death-wish\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DEATH WISH"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cThe Green Inferno\u201d (2013), l\u2019ultima pellicola di Eli Roth uscita nelle sale cinematografiche, impieg\u00f2 non poco tempo per essere distribuita in tutto il mondo (ben due anni), a causa della mancata promozione del film da parte della Worldview Entertainment.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli amanti dell\u2019horror estremo fu un\u2019attesa quasi snervante, sia perch\u00e9 possiamo vedere in Eli Roth un regista che non scende a compromessi con il grande pubblico e che dirige esattamente ci\u00f2 che la sua \u201ctwisted mind\u201d gli suggerisce, sia perch\u00e9 la pellicola doveva essere un chiaro tributo ai cannibal-movies degli anni \u201970 e \u201980, genere di radice prettamente italiana che in queste due decadi riscosse un incredibile successo a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il film si dimostr\u00f2 effettivamente molto violento, tanto da essere vietato ai minori di 18 anni in Italia, ma senza raggiungere il livello di efferatezza a cui il regista statunitense ci aveva abituato precedentemente. In aggiunta, la sceneggiatura e lo sviluppo dell\u2019intreccio non particolarmente brillanti (cose che probabilmente Eli Roth neanche cerca) non vennero apprezzate dalla critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 vi dico tutto questo? Perch\u00e9 \u201cDeath Wish\u201d o \u201cIl giustiziere della notte\u201d non ha praticamente nulla a che fare con gli horror-splatter o i cannibal-movies.<\/p>\n\n\n\n<p>Paul Kersey \u00e8 un chirurgo che vive a Chicago con la moglie Lucy e la figlia Jordan.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, tre malviventi si introducono nella sua abitazione per fare una rapina mentre lui \u00e8 assente, uccidendo Lucy Kersey e ferendo gravemente la figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un primo periodo di disperazione, Paul decide di reagire, impersonando la notte una sorta di anti-eroe soprannominato dalla popolazione il \u201cTristo Mietitore\u201d, andando alla ricerca di criminali per eliminarli uno dopo l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La pellicola \u00e8 un remake de \u201cIl giustiziere della notte\u201d del 1974, diretto da Michael Winner, dove Paul Kersey era interpretato nientepopodimeno che da Charles Bronson.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argomento \u201cgiustizia privata\u201d non \u00e8 certo una novit\u00e0 in ambito cinematografico; molti supereroi hanno utilizzato per la prima volta i loro poteri proprio mentre cercavano di farsi giustizia da soli, mentre cercavano di raggiungere risultati che \u201cl\u2019ala protettiva\u201d della legge sembrava non essere in grado di conquistare. Alcuni film ne hanno fatto il pilastro fondante della trama (revenge-movie), facendo leva sulle emozioni pi\u00f9 impulsive ed immediate del pubblico che osserva, regalandogli ci\u00f2 di cui pi\u00f9 sente il bisogno: un uomo malvagio che viene punito nei modi peggiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2, si pu\u00f2 ben capire come questi film rischino irrimediabilmente di somigliarsi tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u201cIl giustiziere della notte\u201d di Winner pot\u00e8 beneficiare dell\u2019aura innovativa che lo circondava essendo uno dei primi, se non il primo film, ad analizzare la criminalit\u00e0 urbana e l\u2019assenza di sicurezza garantita dallo Stato, quello di Roth si trova di fronte una montagna quarantennale ripidissima da scalare, costituita da personaggi stereotipati, dialoghi prevedibili e sviluppi di trama scontati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa montagna il nuovo \u201cDeath Wish\u201d probabilmente riesce a scalarne la met\u00e0, non portando lo spettatore a scappare dalla sala, ma non riuscendo comunque a distinguersi per qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prove attoriali sono sufficienti, nonostante il regista non provi neanche ad analizzare un minimo i contrasti interiori di Paul (Bruce Willis) che, da persona perbene, avrebbe potuto inizialmente rigettare la nuova considerazione della realt\u00e0 suggeritagli dalla sua mente traumatizzata. Questo rende il personaggio del chirurgo quasi bidimensionale, semplificando fin troppo la lotta che un brav\u2019uomo distrutto dalla perdita \u00e8 costretto a combattere per rispettare un codice pi\u00f9 etico che solamente giuridico, invece di lasciarsi andare alla sua natura bestiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorprendente il personaggio di Frank Kersey, interpretato da Vincent D\u2019Onofrio; il fratello squattrinato del protagonista si rivela essere molto pi\u00f9 sfaccettato di quest\u2019ultimo e la performance dell\u2019attore newyorkese ci consente di immedesimarci almeno in uno dei soggetti coinvolti nella vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Del \u201cgore\u201d che da sempre distingue Eli Roth rimane solo una scena di un paio di minuti circa, ben fatta e molto realistica, ma nulla di sconvolgente.<\/p>\n\n\n\n<p>La colonna sonora \u00e8 dimenticabile e la regia \u00e8 asciutta e priva di inutili manierismi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente l\u2019argomento trattato, nonostante ci si trovi di fronte al rifacimento di un film che ha pi\u00f9 di quarant\u2019anni, non risulta anacronistico; la giustizia sommaria ed il possesso eccessivo di armi negli USA che, di conseguenza, si allaccia inevitabilmente al dibattito sull\u2019eccesso di legittima difesa (affrontato costantemente anche nel nostro Paese), sono temi di rilievo nel contesto politico del ventunesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le numerose contraddizioni e considerazioni che ruotano intorno a questa querelle vengono appena accennate da Eli Roth, facendo perdere spessore al suo film e ridimensionandolo a semplice prodotto d\u2019intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde \u00e8 d\u2019intrattenimento che si \u00e8 sempre occupato il giovane regista, solo che questa volta \u00e8 accessibile a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>VOTO: 6 \u00a0 <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"691\" height=\"1024\" 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