{"id":919,"date":"2020-04-10T08:56:00","date_gmt":"2020-04-10T06:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/?p=919"},"modified":"2020-04-09T20:59:45","modified_gmt":"2020-04-09T18:59:45","slug":"recensione-blade-runner-2049","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistazoom.it\/index.php\/2020\/04\/10\/recensione-blade-runner-2049\/","title":{"rendered":"RECENSIONE BLADE RUNNER 2049."},"content":{"rendered":"\n<p>Blade Runner 2049 \u00e8 ambientato 30 anni dopo gli avvenimenti del primo film diretto da Ridley Scott nel 1982.<\/p>\n\n\n\n<p>I replicanti della Tyrell sono stati messi al bando a seguito di violente rivolte e un enorme black out ha portato alla quasi totale cancellazione di ogni dato digitale sul pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anni dopo, Neander Wallace ha acquistato ci\u00f2 che rimaneva della Tyrell ed ha sviluppato una nuova serie di replicanti ubbidienti all\u2019uomo ed incredibilmente avanzati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agente K (Ryan Gosling) \u00e8 un blade runner incaricato di eliminare i replicanti dei modelli di vecchie generazioni. Proprio durante la sua caccia, far\u00e0 una scoperta che potrebbe mettere in discussione la natura dei replicanti ed il loro ruolo nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019elegantissimo Arrival, l\u2019anno scorso Denis Villeneuve ci aveva proposto un lungometraggio fantascientifico riflessivo, profondo ed atipico come non se ne vedevano da anni; un\u2019opera asciutta, silenziosa nel suo svolgersi, tra riprese mozzafiato e dialoghi essenziali ed emozionanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune di queste caratteristiche le possiamo tranquillamente riconoscere nel primo Blade Runner, film innovativo sia per il ritmo, che si distaccava molto da quello di un semplice film d\u2019azione, sia per la complessit\u00e0 che lo caratterizzava.<\/p>\n\n\n\n<p>Dirigere il sequel di un film cos\u00ec noto ed importante per la storia del cinema sarebbe stato un rischio per chiunque, ma il regista sembrava essere l\u2019uomo giusto per l\u2019impresa.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima cosa che si nota sin dall\u2019inizio del film, \u00e8 la ricerca da parte di Villeneuve, dell\u2019inquadratura non scontata; che sia un primo piano su un occhio che osserva, che sia una panoramica dell\u2019oscura Los Angeles, il livello qualitativo rimane sempre altissimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il comparto sonoro \u00e8 possente, solido; insieme alla colonna sonora costruiscono un tappeto musicale mai eccessivo, ma in grado di rendere memorabili alcune sequenze. Boati e suoni psichedelici richiamano molto il sound del primo film e le poche esplosioni presenti nella pellicola si faranno sentire pi\u00f9 che bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Grandissima performance da parte di Ryan Gosling nei panni appunto, dell\u2019agente K; freddo in quanto replicante, ma a tratti sensibile proprio a sottolineare il gran lavoro fatto sui nuovi androidi, sempre pi\u00f9 empatici e simili agli esseri umani. I suoi occhi saranno attraversati da rabbia, malinconia, disperazione; tutti sentimenti piuttosto comprensibili se si considera anche solo che, per soddisfare il suo bisogno di compagnia \u00e8 costretto a fare affidamento su un software creato proprio dalla Wallace, in grado di riprodurre l\u2019ologramma di una ragazza di bella presenza chiamata Joi, anch\u2019essa assolutamente uguale ad una donna in carne ed ossa sia nelle reazioni che nei ragionamenti, tanto da farci rimanere amareggiati quando si ripensa che essa sia un prodotto artificiale e non naturale, costringendoci a non empatizzare troppo con lei (che per sua origine si muove secondo schemi progettati da abili programmatori), nonostante il personaggio interpretato da Ana de Armas sia molto gradevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente \u00e8 soprattutto in questa direzione che il film di Villeneuve prosegue la strada del predecessore: una societ\u00e0 in cui ormai l\u2019artificiale si confonde con ci\u00f2 che \u00e8 naturale e anzi, spesso \u00e8 proprio il primo che si mostra pi\u00f9 umano del secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Harrison Ford torna nei panni dell\u2019ex blade runner Rick Deckard, ed affiancher\u00e0 l\u2019agente K in una missione che li porter\u00e0 a scontrarsi con Mr. Wallace in persona (Jared Leto).<\/p>\n\n\n\n<p>Giunti a questo nome, \u00e8 ora di cominciare ad affrontare i punti negativi dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personaggio di Neander Wallace viene poco approfondito dagli sceneggiatori, ma risulta a primo impatto, quantomeno enigmatico, consapevole di avere le capacit\u00e0 di un dio ma ancora non pienamente soddisfatto del suo operato; proprio nel momento in cui gli si presenter\u00e0 l\u2019occasione di rendere i replicanti pi\u00f9 umani degli umani, si trover\u00e0 contro il duo Gosling-Ford.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a qui nulla di male, se non fosse che Mr. Wallace si esprime con un linguaggio eccessivamente ampolloso e si lasci andare a spiegazioni che rallentano non poco il ritmo del film.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un problema che si riscontra anche in altre parti del lungometraggio; non ci si aspetta un lavoro ricco unicamente di esplosioni e sparatorie (non lo era neanche il primo Blade Runner), ma questo secondo capitolo dura anche 40 minuti di pi\u00f9, ed un film di quasi 3 ore va gestito con la consapevolezza che ogni tanto devono esserci delle accelerazioni necessarie a non far cadere il pubblico in uno stato di sonno profondo. Scommetto che qualcuno il sonno se lo \u00e8 fatto, e non perch\u00e9 il film sia diretto, montato o recitato male, ma proprio perch\u00e9 risulta particolarmente lento in diverse sezioni che lo compongono.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 bisogna sottolineare che a livello concettuale aggiunge poco o niente ai temi che sono stati analizzati gi\u00e0 nel film di Scott, e questo porta a chiedersi se fossero necessari 160 minuti per dire quello che andava detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto suggestiva \u00e8 la figura dei creatori di ricordi per replicanti; anche solo pensare a persone in grado di creare ricordi, che nel loro insieme danno forma a ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019esperienza di un essere vivente, da innestare nelle menti vergini di esseri artificiali per dare alle loro vite piatte un minimo di spessore esistenziale, \u00e8 sicuramente una delle cose pi\u00f9 agghiaccianti tra quelle realmente realizzabili in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, non si pu\u00f2 dire che questo sequel sia un fallimento; eccelle in molti aspetti tecnici e le sue fondamenta si poggiano comunque su un argomento ricco di spunti filosofici che vengono trattati, come detto precedentemente, in modo anche troppo prolisso; per\u00f2 manca un po&#8217; di anima dietro le immagini spettacolari, che impedisce a Villeneuve di compiere il \u201cmiracolo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>P.S. Il produttore della pellicola \u00e8 Ridley Scott e lo sceneggiatore \u00e8 Hampton Fancher, che scrisse anche la prima sceneggiatura di Blade Runner, prima di abbandonare il progetto per divergenze di opinioni tra lui e lo stesso Scott.<\/p>\n\n\n\n<p>VOTO: 7.5 <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"637\" src=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew-1024x637.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-920\" srcset=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew-1024x637.jpeg 1024w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew-300x187.jpeg 300w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew-768x478.jpeg 768w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew-1536x956.jpeg 1536w, https:\/\/www.rivistazoom.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/1_aTlzQ_8AKDAi5820u_htew.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Articolo a cura di Vittorio Cecere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Blade Runner 2049 \u00e8 ambientato 30 anni dopo gli avvenimenti del primo film diretto da Ridley Scott nel 1982. I<\/p>\n<div class='the_champ_sharing_container the_champ_vertical_sharing the_champ_hide_sharing the_champ_bottom_sharing' style='width:44px;left: -10px;top: 100px;-webkit-box-shadow:none;box-shadow:none;' data-super-socializer-href=\"https:\/\/www.rivistazoom.it\"data-super-socializer-no-counts=\"1\"><div class=\"the_champ_sharing_ul\"><a style=\"font-size:24px!important;box-shadow:none;display:inline-block!important;font-size: 16px;padding: 0 4px;vertical-align:middle;display:inline;\" class=\"theChampSharingRound\"><span class=\"the_champ_square_count\">&nbsp;<\/span><div style=\"width:70px;height:35px;margin-bottom:9px !important;\" title=\"Total Shares\" class=\"theChampSharing theChampTCBackground\"><\/div><\/a><a class=\"the_champ_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.rivistazoom.it\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" 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