Lo sviluppo motorio del bambino.

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In uno degli articoli precedenti è stato trattato lo sviluppo sensoriale del bambino e, nello specifico, l’attenzione è stata posta su tutti quegli aspetti che riguardano l’analisi del percorso sensoriale dello stesso; dalla nascita fino ai sei anni d’età.
Tematica portante dello scritto odierno è, invece, un altro tipo di tratto che, al fine di conferire unità alla crescita dell’individuo, deve essere necessariamente affiancato alla sfera dei sensi: lo sviluppo motorio.
Le tappe che caratterizzano tale processo possono dividersi in differenti fasi, ognuna con la sua specifica particolarità.

La prima fase, che corrisponde ai primi tre mesi di vita del neonato, è caratterizzata dalla presenza di alcuni riflessi non volontari (come il riflesso della ricerca del seno e quello di afferramento) oltre chè dal rafforzamento della capacità di sostenere il proprio capo. Infatti, i primi sentori dello sviluppo in atto si iniziano a notare quando il bambino, steso a sulla pancia, prova a sollevare il mento. Grazie a ciò in un secondo momento, quasi di riflesso, inizierà ad alzare anche le spalle, fino ad arrivare (intorno al terzo mese) al sollevamento tramite avambracci.

La seconda fase, che inizia all’incirca dopo il terzo mese, prevede un primo accenno alla posizione seduta. Inizialmente il bambino riuscirà ad assumere tale postura solo grazie all’aiuto di un appoggio esterno, tendendo, però, a piegarsi in avanti. Solo intorno al nono mese, con lo sviluppo della relativa muscolatura, sarà in grado di rimanere seduto in modo autonomo.

La terza fase può definirsi anche come <> ed è un periodo di passaggio propedeutico alla preparazione del bambino per l’ultima tappa dello sviluppo motorio che si conclude con l’atto del camminare.
È bene sottolineare come la deambulazione venga favorita dal simultaneo sviluppo neurale, dal rafforzamento del sistema muscolare e dal continuo mutamento delle proporzioni corporee.

Inoltre, durante la prima infanzia lo sviluppo della coordinazione senso-motoria permette l’assunzione di sequenze di movimenti sempre più regolari.

Infine, il punto di arrivo dell’iniziale sviluppo motorio si conclude intorno al sesto anno d’età quando il corpo del bambino ha ormai assunto le abilità necessarie per avvicinarsi all’età adulta.
Come per lo sviluppo sensoriale, la conoscenza delle fasi che accompagnano la crescita motoria del bambino può aiutare ad accompagnarlo in questo percorso.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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