Incendi in Australia: Cosa sappiamo e cosa sta succedendo

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L’Australia, come abbiamo visto in questi ultimi mesi, è stata vittima di uno dei più catastrofici incendi della storia.

 Ma cosa ha scatenato questo evento e cosa c’entra il cambiamento climatico con gli incendi?

Cercheremo in questo articolo di ripercorrere passo dopo passo cosa è accaduto e cosa sta accadendo in questo momento.

Quali sono state le reali cause degli incendi in Australia? 

Le cause sono molteplici: la prima causa sono gli eventi climatici che hanno dato vita ad una serie di incendi che hanno interessato la zona tra New South Wales, Victoria, Sud Australia e Queensland, e bruciato una zona che si estende per 8 milioni di ettari – una superficie doppia a quella degli incendi del 2019 in Siberia e Amazzonia combinati – e pari ai quattro quinti di tutte le foreste Italiane, in particolar modo i fulmini.

La seconda causa è stata attribuita alle persone che hanno gettato a terra mozziconi di sigaretta e fiammiferi o che non hanno rispettato il divieto di accendere fuochi.

E’stato specificato dalla polizia dello Stato Federato dell’Australia, Victoria, che non ci sono prove che tali incendi siano stati di natura dolosa, come invece affermato dalle molteplici fake news che circolano sul web. Probabilmente un tentativo dell’uomo di distogliere l’attenzione sui cambiamenti climatici, sempre più spesso argomenti di forte tensioni delle organizzazioni mondiali.

Inoltre i roghi più grandi stanno interessando una zona remota e disabitata dell’Australia e quindi poco accessibile alle attività umane. L’altro fattore che ha reso possibile il propagarsi degli incendi è dato dal primo anello della catena El nino, che quest’anno non è attivo. El Nino è un fenomeno climatico periodico che determina un riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro- Meridionale e Orientale nei mesi di Dicembre e Gennaio in media attivo ogni 5 anni. Si è invece verificato con un’intensità senza precedenti un altro fenomeno climatico: il Dipolo dell’Oceano Indiano ( IOD )un evento che porta aria umida sulle coste africane e aria secca sulle coste Australiane. E’ stato dimostrato che tale fenomeno ha triplicato la sua potenza per colpa del riscaldamento globale.

Un altro aspetto inedito è la simultaneità dei fuochi su territori enormi. E non siamo che all’inizio dell’estate (le stagioni Australiane sono spostate di 6 mesi rispetto alle nostre, quindi ora è come se fosse luglio), perciò queste cifre saliranno ancora, probabilmente fino a 15 milioni di ettari bruciati.

La domanda che tutti ci stiamo ponendo in questo momento è: cosa sta causando il propagarsi delle fiamme?

Come prima cosa è bene ricordare che il 2019 è stato l’anno più caldo e secco mai registrato dal 1900 ad oggi. La temperatura nel mese di Dicembre ha segnato il record di 30,7gradi (media nazionale), con punte di 49 gradi. A questo si aggiunge la siccità che persiste da ben due anni e al fatto che nel 2019 è mancata un terzo della pioggia che normalmente cade sul continente.

Ora, visto il concatenarsi di eventi, la risposta del perché le fiamme si stanno espandendo è puramente scientifica: quando l’aria è calda e secca, la vegetazione perde rapidamente acqua per evaporazione e si dissecca. Più la siccità è prolungata, più grandi sono le dimensioni delle parti vegetali che si seccano. Quello che diffonde le fiamme, invece, è il vento, che spinge l’aria calda generata dalla fiamma sulle piante vicine. Normalmente, gli incendi più vasti si verificano infatti in giornate molto ventose. Incendi molto grandi e intensi sono addirittura in grado di crearsi il vento da soli: l’aria calda sale così rapidamente da lasciare un “vuoto”: per riempirlo, accorre violentemente altra aria dalle zone circostanti. Il risultato è la firestorm, il “vento di fuoco”, con il quale l’incendio si auto-sostiene fino all’esaurimento del combustibile disponibile.

Nonostante la devastazione che gli incendi stanno causando, madre natura è intervenuta per frenare, tramite le piogge, l’espandersi dei roghi.

La situazione resta ad oggi ancora molta critica: vigili del fuoco, cittadini e animali sono morti a causa di questi incendi. Adesso spetta all’uomo il compito di salvaguardare e tutelare l’ecosistema affinchè questi eventi catastrofici non diffondano ancora una scia di morte e devastazione, al giorno d’oggi e nel futuro.

Il pianeta è uno : SALVIAMOLO!

Articolo a cura di Marco Luppi

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