La scuola e la devianza minorile.

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Uno dei temi che negli ultimi tempi necessita sempre più di un’attenzione specifica è quello riguardante la devianza minorile, la quale, in alcuni casi, può sfociare in una vera e propria forma didelinquenza.

Ma cosa si intende quando si allude alla devianza? 

Partendo innanzitutto dall’analisi del termine, questo si riferiscead una profonda difficoltà provata dall’individuo che non riesce a rientrare in determinati standard sociali e, quindi, sviluppa comportamenti che lo portano ad allontanarsi sempre più dalla società stessa.

A poter intervenire riguardo questa dimensione sono in particolar modo due delle tre maggiori agenzie educative: la famiglia e la scuola. 

Entrambe devono cercare di osservare e capire come poter aiutare il ragazzo senza considerare subito come devianti alcuni suoi comportamenti occasionali negativi; i quali, in particolari occassioni, possono essere stati dettati da uno specifico contesto.

Il passaggio da una condotta “normale” ad una “deviata”, infatti,non è impossibile da rintracciare e un fattore che può aiutare ad effettuare alcune valutazioni a riguardo è sicuramente l’età.

La devianza si sviluppa solitamente nel passaggio dall’età infantile a quella adolescenziale, quando il soggetto prova sentimenti che spesso lo spingono a porsi contro le regole sociali.

Come possono agire la scuola e la famiglia quando si accorgono dell’effettiva presenza di comportamenti devianti?

Sono due i primi elementi da “mettere in campo” in situazioni come queste: il dialogo e il coinvolgimento relazionale del soggetto.

In primo luogo, l’atto del dialogare è da sempre posto alla base del confronto; appare come il mezzo attraverso cui poter costruire un canale comunicativo tra due soggetti. Dunque, il dialogo, inteso in tutte le sue molteplici forme, permette di avere accesso ad una dimensione emotiva spesso non considerata neanche dal soggetto che si appresta alla devianza.

In secondo luogo, il coinvolgimento del ragazzo in una relazione evita il suo possibile isolamento, dal quale potrebbero sfociare comportamenti di chiusura verso il prossimo. Farlo sentire parte del sistema può aiutarlo a superare la sua opposizione nei confronti dello stesso.

La devianza, che purtroppo caratterizza uno dei fenomi sempre più attuali di questo periodo storico, può essere fermata; bisogna solamente imparare ad osservare.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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