Psicologo? Sì, grazie.

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Perché è importante rivolgersi ad uno psicologo? Dallo psicologo va chi ha problemi. Da questo professionista della salute va chi ha coraggio e vuole risolverli questi problemi, riprendendo in mano le redini della propria vita. Spesso tendiamo a pensare: “Posso farcela da solo”, ritenendo che la richiesta d’aiuto rappresenti un segno di debolezza, ma invece comprendere di non riuscire a farcela da soli è un segno di grande maturità e di amore verso sé stessi, ed il primo passo verso il superamento del problema stesso che ci affligge. Altre volte invece siamo frenati dal nostro pregiudizio o dal peso del giudizio degli altri nel caso sapessero che ci siamo rivolti ad uno psicologo; teniamo ben presente che lo psicologo è legato al segreto professionale imposto dal proprio Codice Deontologico, e poi perché preoccuparsi del giudizio di chi non sa neanche di cosa si stia parlando? Si sente dire spesso: “Perché spendere soldi da uno psicologo quando mi basta parlare con un amico? Io sono pieno di amici!”. Si può benissimo rispondere affermando che qualsiasi vostro amico potrà offrirvi sicuramente conforto, dandovi anche preziosi consigli, ma difficilmente potrà essere di reale aiuto se ci saranno problemi più profondi che richiederanno comprensione e cambiamento. ⠀

In cambiamenti importanti come trasferimenti, nuovi incarichi, nuove relazioni, nuovi modus vivendi, cambiamenti che rompono un vecchio equilibrio e possono provocare paura, ansia, depressione, chiedere aiuto può rappresentare uno strumento efficace, forse l’unico, per supportare la persona nella costruzione di una nuova dimensione, ed accompagnarla ad una percezione più funzionale, equilibrata ed oculata della realtà che la circonda. Ci rivolgiamo ai dottori per curare i nostri mali corporei, quindi perché non rivolgersi a uno specialista che curi la mente e l’anima?
Dunque ci si può rivolgere a un esperto psicologo/psicoterapeuta per:

– diminuire o eliminare disagio e sintomi psicologici già esistenti e più o meno strutturati (possibili livelli: individuale, coppia, familiare, lavorativo);
– attraversare momenti di stress e cambiamento senza produrre (o mantenendo a un livello accettabile) sintomi e disagio psicologico in fase di insorgenza;
– migliorare la qualità delle relazioni e il benessere percepito;
 migliorare l’efficienza e il benessere organizzativo a lavoro, prevenendo il burn-out (interventi formativi).

Articolo a cura di Rosario Cassaniti

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