Oltraggio alla realtà dei fatti, Barbara Palombelli e le sue considerazioni sugli ultimi casi di femminicidio

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Puntata de Lo Sportello di Forum di ieri sera, giovedì 16 settembre 2021.

Oltre al fatto che la giornalista Barbara Palombelli possa non essere troppo apprezzata dai molti per i suoi modi di fare, il suo essere particolarmente “radical chic” e il suo distacco dalla realtà quintessenzialmente giornalistica, bisogna astenersi da alcuni commenti per individuare anche la professionalità della sopracitata in quanto giornalista. Più “presentatrice” e “opinionista” piuttosto che giornalista professionale che dovrebbe mantenere decorosa la narrazione dei fatti, e se vogliamo, vista la circostanza e l’argomento affrontato, anche un certo tatto non indifferente. Ieri sera, durante il suo programma, la giornalista Barbara Palombelli, in riferimento ai plurimi femminicidi che hanno visto morire sette donne in sette giorni ha asserito:

“Qui parliamo però della rabbia fra marito e moglie, e allora come sapete negli ultimi sette giorni ci sono stati sette delitti di sette donne uccise. […] E allora, a volte è lecito anche domandarsi, questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati oppure c’è stato pure un comportamento esasperante, aggressivo dall’altra parte? È una domanda, dobbiamo farcela per forza […]”.

Parole fluite con una spontaneità atroce, quasi a guisa de “la banalità del male” della gran filosofa e politologa Hannah Arendt. Certo, con qualche differenza. Nessuno ha obbligato Barbara Palombelli a dire quelle cose né si è trovata così improvvisamente ad affrontarle secondo un copione scritto dai piani alti. Quelle parole sono uscite da un suo ragionamento dispoticamente alterato dalla realtà che ha sempre vissuto, presumibilmente. E non s’intende una realtà violenta, ma una realtà contorta che tutt’ora viviamo per cui si arriva addirittura quasi a cercare un pretesto da cui sgorgherebbe anche solo la minima giustificazione ai femminicidi contro sette donne in una settimana. Questo fenomeno si avvicina a quello del: victim blaming. Dall’inglese: colpevolizzazione della vittima. Cosa ancora più aberrante, se non inaudita, è che proprio quelle parole sono state pronunciate prima di tutto da una donna.

Può davvero ancora esistere una mediazione giornalistica altamente disfunzionale e così dannosa? Un coadiuvato di cattiveria meschina, indicibile ragionamento. La televisione è uno dei mezzi più importanti
che invece dovrebbe accogliere queste notizie per sensibilizzare la stragrande su temi di uno spessore così delicato e condannare la violenza.

Giornalista Palombelli, una curiosità da un giovane uomo femminista: seppur volessimo credere che queste donne abbiano manifestato “comportamenti esasperanti”, come da lei ipotizzato, è giusto dare anche la
minima legittimità alle gesta di questi uomini? Bisogna quindi giustificare queste oscenità?

Ci renda partecipi dall’alto della sua intoccabile comodità da cui giudica, ipotizza e chiede senza alcuna cognizione di causa.

Ennesimo caso di arretratezza mentale che sta però portando un’ingente quantità di ragazze, ragazzi, donne, uomini e quindi persone di tutte le età a denunciare l’accaduto.

E forse è questo l’unico spiraglio di luce in questo tunnel di “velata” ignoranza ed esplicita assurdità.

Articolo a cura di Alessandro Bonetti

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