CoronaVirus: facciamo il punto della situazione sulla diffusione del Virus

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Mentre il bilancio mondiale del Coronavirus sale a più di 2.400 vittime, l’Italia affronta la prima vera emergenza legata al Covid-19, il virus che dall’inizio dell’anno si sta diffondendo in tutto il mondo. Sono oltre 150 le persone colpite nel nostro Paese in sette Regioni, stando all’ultimo aggiornamento del capo della protezione civile Angelo Borrelli. L’ultimo caso mortale si è verificato all’ospedale di Crema: la vittima è un’anziana che si trovava già ricoverata nel reparto di oncologia e alla quale era stato diagnosticato anche il coronavirus. Tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino, Lazio e Piemonte, la diffusione estesa dei contagi. Uno di questi riguarda uno studente 17enne residente in un paese della Valtellina, che studia però all’istituto agrario di Codogno, il comune focolaio del lodigiano. Venerdì ha iniziato ad avere la febbre e gli è stato fatto il tampone all’ospedale di Sondrio. Il ragazzo è uno dei primi casi in cui il contagio si verifica al di sotto della media di età. I dati dei contagi sono purtroppo in continua evoluzione e la prudenza sui numeri e sui casi è come sempre obbligatoria.

Il caso Italia allarma ora tutta Europa e in particolare i Paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che seguono con attenzione gli sviluppi, al momento senza panico ma non escludendo eventuali contromisure se la situazione dovesse peggiorare. E c’è già chi, tra i più oltranzisti, chiede controlli alle frontiere, come la leader dell’ultradestra d’oltralpe Marine Le Pen. In serata è stata la Romania ad annunciare le prime misure di contenimento in Europa disponendo la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto o che siano state nelle due regioni italiane negli ultimi 14 giorni.

Dopo gli oltre 150 contagi ed i 3 morti registrati in appena 2 giorni, l’Italia è diventata insomma uno dei principali fronti nella lotta al coronavirus fuori dalla Cina. Un picco arrivato improvvisamente perché, almeno secondo la versione del commissario per l’emergenza Angelo Borelli, “i medici non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus”. Non per “colpa” dei sanitari, ha precisato il capo della Protezione civile, quanto per la “difficoltà” di individuare i sintomi. Per il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri invece i casi sono emersi rapidamente grazie ad uno screening “approfondito e capillare”, così come aveva sostenuto sabato il premier Conte, che pure oggi si è detto “sorpreso” da un’esplosione simile. Intanto nei prossimi è attesa una comunicazione ufficiale del Presidente del Consiglio Giuseppe alla Camera e al Senato per fare il punto della situazione con tutte le forze politiche.

Convocati nei giorni scorsi anche i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL dopo una lettera congiunta inviata alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti dai stessi.

Di fronte ad una emergenza sanitaria così ampia non solo il nostro Governo deve mettere in campo risorse straordinarie ma anche l’Europa deve sostenere gli sforzi economici dei paesi per difendere la salute dei cittadini e contrastare gli effetti negativi di questa epidemia sull’economia e sull’occupazione”. Lo ha sostenuto il Segretario confederale Cisl, Andrea Cuccello, aggiungendo che “ciascuno deve dare il proprio contributo attivo in questo momento di emergenza del paese per prevenire la diffusione del coronavirus nelle aziende, nei servizi pubblici, nelle scuole, in tutti i luoghi di lavoro. Occorre un piano di informazione e di prevenzione sulla salute in tutti i luoghi di lavoro, anche per tranquillizzare la popolazione.”

LA CURA

Contro il nuovo Coronavirus SarsCoV2, non esistono al momento terapie specifiche, ma solo cure sperimentali. E mentre si assiste ad un aumento dei casi nel mondo, inclusa l’Italia, è corsa per la messa a punto di un vaccino. Al momento non ci sono dunque cure mirate: la malattia si tratta come i casi di influenza. Nei casi più gravi, ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dati disponibili, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, correntemente utilizzata anche all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi bollettini medici su presunti contagi avvenuti in diverse zone d’Italia e sulle misure di contrasto che il nostro Paese sta adottando.

Articolo a cura di Marco Luppi

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