Il cinema e la colonna sonora

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Uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia del cinema fu la nascita della colonna sonora, ideata per riempire i momenti morti, sottolineare attimi importanti e introdurre musiche capaci di rimanere impresse nelle persone. Il suono è sempre stato molto importante, infatti prima dell’invenzione della tecnica del sonoro, i film erano accompagnati da una musica eseguita dal vivo (solitamente era presente un’intera orchestra) e ciò gli conferiva l’aspetto di un vero e proprio spettacolo. Intorno agli anni ’20 la ricerca produce risultati degni di nota e si diffonde la pratica di usare i dischi fonografici per l’accompagnamento musicale, troviamo così un vero e proprio rilancio dello spettacolo cinematografico. Inoltre, grazie al suono vengono alla luce nuovi generi, il più famoso è sicuramente il Musical e nascono professionisti che si occupano della parte sonora del film come i doppiatori, i compositori e i fonici. Arriviamo così ai giorni nostri in cui è impossibile non immedesimarsi nei panni del protagonista di un film, grazie soprattutto ai suoni. Se pensiamo agli horror per esempio, le scene più spaventose vengono rappresentate da musiche cupe e rumori inquietanti, invece nelle pellicole drammatiche le note musicali conferiscono energia e sottolineano i momenti tristi e bui.

Molte opere cinematografiche hanno riscosso successo anche grazie alla colonna sonora.

Stanley Kubrick è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema e riusciva a prevedere la reazione degli spettatori attraverso particolari intramezzi musicali. Il suo uso del suono orchestrale stridente in “Shining” ci fa sentire come se stessimo perdendo la lucidità insieme a Jack Nicholson. Mentre, in “Arancia meccanica”, dopo una delle tante scene violente troviamo il protagonista Alex che balla su “Singing in the Rain” facendo provare un senso di enorme inquietudine negli spettatori.
Alfred Hitchcock con il film “Psycho” venne candidato a quattro Oscar soprattutto grazie al sonoro. Il compositore Bernard Herrmann collaborò con Hitchock per oltre dieci anni creando col regista un’intesa perfetta e optò di usare solo “la sezione degli archi senza alcun ausilio degli strumenti a fiato”. Infatti, nella scena più famosa dove la protagonista viene uccisa nella doccia, sentiamo solo le spaventose note dei violini che enfatizzano a dovere ciò che si vede sullo schermo.
Ci sarebbero moltissimi altri film da elencare oltre questi. I due che ho citato però, servono a sottolineare quanto la musica migliori la visione e renda indelebili le pellicole nella memoria collettiva.

Articolo a cura di Martina Nardoni

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