I giovani e l’alfabetizzazione digitale.

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Al fine di sviluppare un apprendimento permanente efficace, che permette a tutti gli individui di sviluppare specifiche competenze al fine di districarsi nella sempre più dinamica realtà attuale, le Raccomandazioni UE fanno leva sulla competenza digitale.

In ambito didattico tale abilità, se così può essere definita, non mira solamente all’acquisizione da parte dell’alunno (o di tutti coloro che si apprestano a svilupparla) di conoscenze relative alle varie tecnologie digitali, ma, bensì, pone le basi per una loro comprensione in chiave critica.

L’acquisizione di uno spirito critico permette, infatti, al soggetto di sviluppare forme di ragionamento autonome che lo aiutino non solo a capire e decodificare i molteplici stimoli e messaggi presenti nel web, ma anche ad utilizzarli in maniera responsabile.

Tra le varie dimensioni che fanno parte della competenza digitale è bene soffermarsi sul concetto di alfabetizzazione mediatica. Con tale dicitura ci si riferisce allo sviluppo di attività a sfondo educativo che hanno come scopo quello di orientare il minore ad un utilizzo consapevole dei media digitali. 

Solitamente la forma di pensiero che questi progetti educativitendono a valorizzare, oltre alla dimensione critica, è quella riguardante il pensiero computazionale, ossia, quell’insieme insieme di processi mentali che il soggetto attua al fine di risolvere un dato problema.

L’esigenza di investire sul fronte dell’educazione digitale è relazionata al crescente sviluppo di fenomeni che possono danneggiare il minore, influendo, alle volte, anche negativamente sulla sua identità. Primo tra tutti il cyberbullismo.

Infatti, nonostante i giovani siano considerati “nativi digitali”spesso non sono in grado di interpretare correttamente la vera funzione del media che utilizzano, quindi, per danneggiare coetanei ritenuti più deboli o per diffondere contenuti che possono violarne la privacy.

In questo senso, l’educazione mediatica risulta essere un primo passo per un cambiamento di prospettiva, che miri ad una rivalutazione positiva del mezzo digitale, il quale potrebbe essere utilizzato per valorizzare <<l’altro da sé>> piuttosto che danneggiarlo.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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