Marco Di Noia torna a sorprendere con La Sovranità dei Robot

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Dopo gli innovativi progetti discografici “Elettro Acqua 3D” e l’Ep “Leonardo da Vinci in pop”,il cantautore sperimentatore milanese MARCO DI NOIA torna a sorprendere con “LA SOVRANITÀ DEI ROBOT”, il nuovo ed origliale Ep dedicato ai robot e suonato insieme a due dei più famosi robot del mondo.«Lavorare con i robot è stata un’esperienza suggestiva, divertente e fortemente stimolante – afferma Marco Di Noia – Grazie alla disponibilità e alla sensibilità artistica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e di Matteo Suzzi, sia iCub, che Teotronico hanno partecipato per la prima volta ad un album musicale, rendendo questo lavoro unico nel suo genere».

LA SOVRANITÀ DEI ROBOT”, è il tuo nuovo ed originale Ep dedicato ai robot e suonato insieme a due dei più famosi robot del mondo, iCub e Teotronico. Raccontaci come nasce l’idea di questo nuovo progetto musicale.

Robotica e intelligenza artificiale sono tematiche affascinanti e attuali, che ben si sposano con il mio stile compositivo e il mio interesse per la sperimentazione artistica. Così, dopo avere inquadrato il progetto a livello letterario, con la decisione di dedicare i miei testi a cyborg, replicanti e androidi di cinema e letteratura, l’idea di provare a coinvolgere alcuni robot reali è stata consequenziale. Oltre che in linea con la vena pionieristica che sta caratterizzando i miei progetti artistici degli ultimi tre anni: dall’app-album Elettro Acqua 3D, ai concerti in 3D audio, a “Leonardo Da Vinci in Pop”, EP in cui gli strumenti musicali, ideati da Leonardo e riscostruiti dal liutaio Sangineto, suonano per la prima volta con quelli moderni. Fortunatamente i miei intenti artistici sono stati recepiti e accolti con sensibilità dall’Istituto Italiano di Tecnologia, dall’inventore Matteo Suzzi e, prima ancora, da Alberto Cutolo e Ace of Lovers, miei compagni musicali nella realizzazione di questa nuova avventura.

L’ Ep è impreziosito dai featuring con il chitarrista Renato Caruso e la violoncellista Giulia Monti (che vanta collaborazioni con artisti come Laura Pausini, Malika Ayane e Michael Bublè). Cosa vuol dire avere nell’album presenze così importanti?

Il loro contributo ha innalzato il livello artistico e l’estetica del brano in questione, “Westworld”, e ci ha dato modo di cimentarci in un esperimento di audio morphing, che mira a creare “replicanti” sonori, attraverso l’unione delle registrazioni originali dei due musicisti con le loro repliche artefatte. Nei fatti, coerentemente con la trama dell’omonima serie tv, Alberto Cutolo e Ace of Lovers hanno cercato di ricreare in “laboratorio” il suono e il tocco dei due virtuosi, confondendo così la percezione dell’ascoltatore. Ciò premesso, indubbio valore artistico a parte, Renato e Giulia sono due persone squisite, con cui è stato piacevole e divertente collaborare.

Attraverso questo progetto affronti tematiche più profonde, relative al rapporto tra uomo-robot-creazione. Spiegaci.

Nei quattro brani cantati tali tematiche sono affrontate dai pulpiti delle rispettive fiction a cui sono ispirati, con le relative filosofie e visioni alla base. E mi riferisco alle antologie di Isaac Asimov, ai film Star Wars e Blade Runner, e alla serie tv Westworld. Nella poesia “Noi, Robot”, letta da iCub, invece, emerge più il mio punto di vista. Quello di un uomo di quarant’anni in preda a interrogativi atavici a cui non sa rispondere, e che vede esseri umani e robot, parimenti persi nello stesso infinito universo. A tal riguardo, sia che si tenti di affrontare la questione esistenziale dal punto di vista ateo, sia che la si prenda da quello religioso con il rapporto tra creazione divina e sub-creazione umana, noi e potenziali robot senzienti siamo ciechi innanzi al grande mistero dell’esistenza.

Marco Di Noia è un cantautore e giornalista milanese, con una particolare voce. In un mondo parallelo in cui ti viene chiesto di scegliere tra il giornalismo e la musica, chi sceglieresti e chi riesce meglio a dar voce alla tua voce? O magari l’uno non esclude l’altro perché entrambi hanno costruito l’uomo che sei oggi?

Ciò che mi piacerebbe arrivare a dimostrare con il mio personale esempio di vita è che le proprie inclinazioni e passioni possono essere assecondate, senza dover per forza scegliere di abbandonarne alcune, solo perché le dinamiche sociali tendono a intrappolarci in rigidi stereotipi professionali. Io sto trovando il mio equilibrio, o centro di gravità permanente che dir si voglia, facendo sì che la mia anima lavorativa porti suggestioni ai miei progetti artistici e che, parimenti, le sperimentazioni artistiche favoriscano l’apprendimento di nuove competenze tecniche da utilizzare anche a livello lavorativo. Come tu hai anticipato, entrambe hanno contribuito a definire l’uomo, il cantautore e il giornalista.

Intervista a cura di Rosa Spampanato

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