Quinto libello IL NUOVO PROGETTO EDITORIALE DI GIOVANNI SOLLIMA

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“L’elemento scatenante è stato il movimento di ripresa con il progetto editoriale “tesotico”, che prende corpo dalla mia fonte lirica.”

Queste le parole di Giovanni Sollima in libreria e negli STORE DIGITALI con “QUINTO LIBELLO DI PEZZI TESOTICI”.Ecco a voi la nostra chiacchierata

Dal 14 novembre è in libreria e negli store digitali il “Quinto libello di pezzi tesotici”. Senza svelare troppo ai nostri lettori cosa può raccontarci in merito?
Il “Quinto libello di pezzi tesotici” è una raccolta di poesie, scritte nell’arco di un quadriennio, dal 2011 al 2014. Il titolo appare cervellotico, ma – s’intuisce – i poeti sono latori di un mondo interno personalissimo, spesso assai complesso, che si effonde nella ricerca di una capacità espressiva e modalità sonora e comunicativa. È un progetto editoriale di poesia lirica, giunto cronologicamente al quinto appuntamento. I “pezzi tesotici” sono i singoli brani, i diversi momenti poetici della collezione proposta.

Cito testualmente: “Giovanni Sollima è nato a Catania. Di formazione classica, è medico chirurgo, specializzato in Psichiatria.” Allora mi chiedevo e le chiedo: “Giovanni scrittore e poeta…quando nasce?
Nasce nel 1980, durante gli studi classici, quando, rientrato da uno stato d’ispirazione, mi accorsi di aver composto dei versi, che ponevano una base di dedicato dialogo col pensiero e la dimensione introspettiva percettiva e rappresentativa personale. La mia prima raccolta pubblicata giunge anni dopo: nel 1994 col Primo libello di pezzi tesotici. Nasco direttamente come poeta e rimango involuto come scrittore, nel senso di contratto, tendenzialmente breve, suggestivo. Ho dei saggi pubblicati, nonché un dialogo filosofico, di cui sono coautore, ma non mi piace consumare troppe parole, né tanto meno sprecarle. Sono quanto di più prezioso abbiamo. Invecchiando, ho, poi, subito quella che io definisco deriva estetica verso la sintesi. Per ora l’unica mia pubblicazione di prosa creativa è una raccolta di raccontini, per grandi e piccini, La taverna di Alfa Ninnino, edita da C.U.E.C.M. nel 2011, la cui matrice emozionale ed espositiva risente dell’ideazione suggestiva di un poeta. Il mio essere medico, e per di più psichiatra, integra naturalmente la mia visione di ricerca umana e una certa dinamica d’approccio in quanto autore.

Era nell’aria. E adesso il Quinto libello di Giovanni Sollima c’è, al di sopra di ogni chiusura dei tempi, distanziamento sociale. Quanto è stata dura (visto i tempi) uscire con il suo nuovo progetto?
  Gli ultimi miei scritti pubblicati risalgono al 2011 col “Quarto libello” e “La taverna di Alfa Ninnino”. La tensione a pubblicare non si era attenuata, ma subordinata alle vicende di vita e ad una necessità critica di elaborazione sul percorso editoriale intrapreso e da perseguire, associata ad una mia certa remora di fondo nel propormi, alla mia tendenza a farmi qualche domanda in più, che a volte confina col silenzio, un silenzio tensivo e pieno di cose da dire. Nessuno poteva immaginare il periodo storico che stiamo vivendo. Il momento di maturazione della proposta editoriale si è trovata incuneata in questo tempo particolare di chiusura e restrizioni, in un tempo di paura, in cui tutto appare più difficile, ma che non ha fermato la voglia d’espressione e il coraggio relazionale degli uomini. Il destino delle cose segna la storia, ma nulla pure accade per caso. In questo la poesia mostra la sua intima forza espressiva e naturalmente si propone come baluardo di resilienza. È stata ed è dura, ma davvero insieme, nella condivisione delle difficoltà, delle giuste azioni, dei pensieri e delle emozioni, ce la faremo. La speranza è quella di una ritrovata libertà, quella di incontrare fisicamente e in libreria i lettori.

A proposito della nuova raccolta di poesie, dichiara: «L’elemento scatenante è stato il movimento di ripresa con il progetto editoriale “tesotico”, che prende corpo dalla mia fonte lirica.” Ci spieghi meglio.
La mia fonte lirica, che nel tempo non si è mai prosciugata, prende il nome di “tesotico” dalla raccolta cronologica madre dei diversi e progressivi “libelli”, che è “Tesos”, mio termine originale derivante dall’unione delle abbreviazioni “tes. os.”, tessuto osseo. Esistono, poi, altri miei progetti poetici, meno formalmente lirici, dei quali l’unico giunto a pubblicazione, nel 1997, è il poemetto Esgialnuptiae sul tema del matrimonio, dove la modalità poetica d’espressione trova confronto con tematiche d’ordine antropologico e demopsicologico.

Intervista a cura di Rosa Spampanato

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