Covid, la variante inglese che spaventa l’Italia.

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La variante inglese sta dilagando negli ultimi giorni nel nostro Paese ed in particolare a Pescara, dove il 65% dei nuovi casi è collegato alla nuova mutazione del virus. Il Covid Hospital della città è al completo, e molti dei ricoverati con sintomi importanti hanno tra i 30 e i 40 anni. L’appello di Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti: “La variante britannica è ora dominante, qui serve un lockdown duro”.

Una situazione che diventa giorno dopo giorno sempre più pesante al punto che Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti, ha lanciato un appello alle istituzioni dopo l’impennata di contagi degli ultimi giorni: “La variante britannica è ora dominante, qui serve un lockdown duro”. La zona più colpita è l’area metropolitana, dove dilaga la mutazione, a cui, secondo le stime, è riconducibile un caso su due.

Solo ieri positivi registrati in provincia di Pescara sono stati 308, dato che supera il record precedente di 303 del 6 febbraio. Dei nuovi positivi ben 67 hanno meno di 19 anni. A livello provinciale, dopo Pescara c’è Chieti, con un incremento di 119 contagi, di cui 34 under 19. Fortissima la pressione sull’ospedale di Pescara, dove tutta la catena di gestione dell’emergenza, dal 118 al pronto soccorso alle aree di degenza, è in tilt. Il Covid Hospital è ormai al completo: decine i pazienti che sono già stati trasferiti in altre strutture, ma a preoccupare è anche il fatto che molti dei ricoverati hanno tra i 30 e i 40 anni e si ritrovano con sintomi importanti. “La variante inglese sta letteralmente mangiando viva la precedente – ha sottolineato ancora Stuppia -. Difficile individuare le cause, ma la variante cresce in modo esponenziale”.

Questa è una delle aree d’Italia in cui la variante sta circolando di più, insieme all’Umbria, soprattutto la Provincia di Perugia. Non è un caso che già da una settimana sia in vigore l’ordinanza firmata dal governatore Marco Marsilio che ha deciso di chiudere fino al 21 febbraio le scuole superiori su tutto il territorio regionale, provvedimento questo che potrebbe essere prorogato, oltre ritorno alla dad per le scuole di ogni ordine e grado proprio a Pescara fino al 28 febbraio. Alcuni dei focolai più grossi sono scoppiati proprio in ambito scolastico ed è per questo che non si è fermato neppure durante il fine settimana lo screening di studenti e personale. “Tempismo, analisi, approfondimento, scelta, questo per me è fare il sindaco, anche in mezzo alla tempesta. Alla fine, tutti insieme, ti sconfiggeremo, maledetto Coronavirus”, è il messaggio lasciato su Facebook dal sindaco di Pescara, Carlo Masci.

Articolo a cura di Marco Luppi

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