Valutazione e trattamento neuropsicologico dell’ictus

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L’ictus cerebrale (conosciuto anche con il termine inglese “stroke”) rappresenta la prima causa di invalidità in modo permanente e la seconda causa di demenza vascolare dopo le malattie vascolari e le neoplasie.

Cosa è l’ictus? L’ictus cerebrale è causato da un evento che interessa il sistema vascolare cerebrale, evento che può essere determinato da eventi quali per esempio improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale con il conseguente danno alle cellule cerebrali. La maggior parte dei casi è costituito dall’ictus ischemico, nel quale avviene la chiusura di una arteria cerebrale a causa di un coagulo di sangue con la conseguente interruzione del flusso di ossigeno alle zone del cervello interessate; le aree del cervello carenti di ossigeno vanno incontro a necrosi.

Quali sono i sintomi dell’ictus? L’elemento più importante da tenere in considerazione quando si vuole indagare la natura di un evento neurologico derivato dall’ictus è la sua improvvisa comparsa. Altri sintomi da tenere in considerazione sono:

  • Perdita di sensibilità o di debolezza del volto o di uno degli arti
  • Incapacità a comprendere ciò che gli altri dicono a causa di uno stato confusionale
  • Aprassia (ovvero difficoltà ad articolare le parole)
  • Problemi di vista
  • Difficoltà di deambulazione
  • Forti e improvvisi mal di testa

Quali sono le conseguenze più importanti derivati dall’insorgenza dell’ictus? I sintomi e le conseguenze dovute ad un evento come l’ictus sono diversi e comprendono vari domini. L’entità e l’importanza del danno dipende da fattori quali l’estensione dell’area coinvolta, la specializzazione funzionale dell’area colpita, la riserva cognitiva sviluppata nell’arco della vita e lo stile di vita condotto dal paziente.

Come avviene l’intervento riabilitativo? La riabilitazione, accanto agli interventi farmacologici della fase acuta, si può ritenere la principale forma di intervento per i pazienti che hanno subito un ictus: la riabilitazione infatti ha lo scopo di recuperare la menomazione, l’ottimizzazione delle abilità risparmiate dal danno e il miglioramento della partecipazione attiva. In particolare, la riabilitazione neuropsicologica si basa sui concetti di neuroplasticità e capacità di riorganizzazione. La neuroplasticità descrive capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle relazioni tra le sinapsi con lo scopo di favorire la possibilità di creare nuovi collegamenti ed eliminarne quelle più vecchie. La capacità di riorganizzazione si riferisce invece al processo attraverso cui il cervello si organizza da capo a seguito di una alterazione in un determinato punto del cervello ripristinando la sua funzionalità originaria.

Articolo a cura di Rosario Cassaniti

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