CURE MONOCLONALI: LA CISL DI LATINA LUNGIMIRANTE SULLA CURA

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COSTITUITO NUMERO VERDE REGIONALE PER RICHIEDERE L’ACCESSO AL FARMACO.

E’ di ieri la notizia che ancora una volta la Cisl di Latina è stata lungimirante nel proporre percorsi concreti relativi alle terapie monoclonali, una cura efficace che già da mesi è una realtà produttiva sul territorio. In un sistema ed un periodo storico dove tutti si sentono in diritto di esprimere soltanto pareri, la Cisl di Latina già un anno fa, in tempi non sospetti, elaborava un pensiero critico sull’opportunità di utilizzare le cure monoclonali sul territorio, perché era inaccettabile che la comunità non potesse avere l’accesso al farmaco. Produzione che vede in prima linea gli eccellenti poli industriali chimico- farmaceutici, fiore al’occhiello nella realizzazione di farmaci in Italia; Latina infatti rappresenta il primo polo farmaceutico in Europa per esportazione.

Ora i cittadini del Lazio possono richiedere gli anticorpi monoclonali, chiamando il numero verde regionale 800.118800 per coloro che hanno più di 65 anni ed a cui è stata appena riscontrata la positività aò Covid-19. Roberto Cecere – Segretario Generale Cisl Latina:” Finalmente un passo importante che permette alla comunità di avere un’arma in più per contrastare la pandemia da Covid-19. Il nostro pensiero fin dai primi tempi andava nella direzione di utilizzare questa cura per i malati di Covid-19, la vera svolta sarebbe quella di far produrre alla nostre eccellenze i vaccini attualmente sul mercato. Le nostre proposte non sono il frutto di banali pareri ma provengono dalla capacità di ascoltare il territorio e di condividerle con tutti i protagonisti del settore”.

Roberto Cecere – Segretario Generale Cisl Latina

La cura prevede uno screening preventivo del paziente per verificare l’idoneità alla somministrazione degli anticorpi monoclonali, presso uno dei 15 centri o a domicilio secondo le indicazione cliniche. Cecere:” Purtroppo siamo entrati nella quarta “ondata” ed altri paesi Europei già in queste ore hanno ripristinato le misure restrittive. Il sistema Italia non può permettersi di ritornare in lockdown per non aggravare la situazione economica già ampiamente compromessa. E’ pacifico che la battaglia deve essere affrontata da tutti e dobbiamo far comprendere anche a chi non ritiene utile proteggersi con delle cure vaccinali, che questa scelta mette a repentaglio una intera comunità, quindi prima di tutto il vaccino. La tecnologia del terzo millennio ci offre una grande opportunità di migliorare le nostre
condizioni e soprattutto di affrontare le grandi sfide legate alla salute pubblica. Sarebbe poco intelligente non approfittare del progresso della medicina, cosa che le generazioni passate purtroppo non hanno potuto usufruire”.

La Redazione

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