LAZIO TV SCENDE IN PIAZZA TRA LA GENTE
CECERE: “ LA CISL DI LATINA HA SUPPORTATO LA SERATA DELLA LEGALITA’
Una serata intensa, ricca di riflessioni e testimonianze profonde, quella andata in onda con “Monitor” presso Viale Don Morosini a Latina, luogo che negli ultimi anni è diventato simbolo del degrado urbano e sociale della città. Proprio da qui è partito un forte messaggio di legalità,
solidarietà e attenzione verso chi ogni giorno lavora per difendere le istituzioni democratiche. Al centro della trasmissione il ricordo di due grandi magistrati italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma soprattutto un focus particolare sugli uomini delle scorte, figure troppo spesso
dimenticate nel racconto pubblico della lotta alla mafia. La trasmissione, diretta con sensibilità dal direttore di Lazio Tv, Egidio Fia, ha voluto mettere in luce non soltanto il coraggio professionale di questi uomini, ma anche la dimensione umana del loro lavoro: le famiglie lasciate ogni sera, le
preoccupazioni di chi resta a casa, la consapevolezza dei rischi affrontati quotidianamente da chi protegge magistrati e rappresentanti dello Stato. Particolarmente sentito l’intervento del Segretario Generale della CISL Latina, Roberto Cecere, che ha voluto richiamare l’attenzione sul valore del lavoro svolto dalle forze dell’ordine e da tutti gli operatori impegnati nella tutela della sicurezza pubblica. «In uno Stato democratico — è stato sottolineato nel corso del dibattito — le forze di polizia sono al servizio dei cittadini, ma anche i cittadini devono fare la loro parte per mantenere integra una comunità che, purtroppo, non sempre risponde ai principi etici e al rispetto della legalità». Alla trasmissione hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni e della
sicurezza: il Commissario Capo della Polizia di Stato, Dott.ssa Anna Tocci, il Dirigente della Direzione Investigativa Antimafia, Dott. Maurizio Vallone, il giornalista scrittore Emilio Orlando, il Presidente dell’Associazione Ponti di Legalità Fabrizio Giglio e due uomini che prestarono servizio
nelle scorte dei giudici Falcone e Borsellino, arrivati da Palermo: Giuseppe Anselmo Lo Presti e Antonello Marini. Le loro testimonianze hanno rappresentato uno dei momenti più toccanti della serata, offrendo al pubblico un racconto autentico del sacrificio, del senso del dovere e
dell’impegno civile vissuto accanto ai magistrati, simbolo della lotta contro la mafia. Va sottolineato, tuttavia, una riflessione critica sull’assenza delle istituzioni locali. Un’assenza definita “formalmente giustificabile”, ma difficilmente comprensibile sotto il profilo etico e morale Le persone che sono state ricordate sono lavoratori delle forze dell’ordine ai quali bisogna garantire rispetto e soprattutto una maggiore attenzione. Da qui anche una riflessione più ampia sul ruolo
delle parti sociali e sul valore della partecipazione dei lavoratori nella società contemporanea. Come sottolineato dalla CISL, troppo spesso i rappresentanti dei lavoratori vengono messi ai margini rispetto alle iniziative istituzionali portate avanti in solitaria. Un passaggio importante è stato
dedicato anche al modello partecipativo, definita una svolta culturale perché, per la prima volta, pone i lavoratori al centro dell’impresa, riconoscendone il ruolo fondamentale nei processi produttivi e sociali. Il lavoro resta il cuore delle attività umane, perché un uomo senza lavoro perde
dignità, prospettiva e possibilità di costruire futuro, unico strumento che lo allontana dall’illegalità. La serata si è conclusa con un messaggio chiaro: legalità, solidarietà, sviluppo del territorio e partecipazione devono camminare insieme. Questo il segnale che “Monitor” ha voluto lanciare
attraverso la sua trasmissione, insieme alla Cisl e a tutti coloro che credono in una comunità fondata sul rispetto, sulla memoria e sulla responsabilità condivisa, contro tutte le mafie.






