INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LA SFIDA È GOVERNARE IL CAMBIAMENTO, ALLA SAPIENZA DI LATINA IL CONFRONTO SU DEMOCRAZIA, LAVORO E PARTECIPAZIONE
CECERE: «NELL’ERA DEGLI ALGORITMI VA TUTELATA ANCHE LA LIBERTÀ DI FORMARE LE PROPRIE SCELTE»
LATINA – Intelligenza artificiale, libertà, democrazia, lavoro e partecipazione sono stati i grandi temi affrontati il 5 ottobre nella Sala Conferenze della Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma – Polo di Latina, in occasione dell’incontro “Intelligenza artificiale e democrazia”, organizzato in concomitanza con la pubblicazione dell’omonimo volume di Roberto Cecere. Un confronto tra mondo accademico, istituzioni e sindacato intorno a una domanda sempre più centrale: come governare una tecnologia capace di modificare non soltanto il lavoro e l’economia, ma anche il modo in cui le persone conoscono la realtà, costruiscono le proprie opinioni e partecipano alla vita democratica. Ad aprire i lavori il Prof. Giuseppe Bonifazi, Prorettore del Polo di Latina, che ha richiamato il ruolo dell’Università quale baluardo della legalità, della conoscenza e dell’apprendimento, chiamata a formare competenze ma anche coscienze critiche capaci di comprendere le trasformazioni del nostro tempo. Il Presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale ha sottolineato la responsabilità della politica nel governo delle nuove tecnologie, affinché siano utilizzate per migliorare la vita dei cittadini. Particolare attenzione al rapporto tra
intelligenza artificiale e qualità della democrazia è stata dedicata da Roberto Cecere, autore del volume. Al centro della sua riflessione il crescente ruolo degli algoritmi, dei Big Data e delle piattaforme digitali nella selezione delle informazioni, che può incidere sul modo in cui le persone conoscono la realtà e costruiscono le proprie opinioni, influenzando la stessa formazione della volontà popolare. La democrazia, secondo Cecere, deve quindi garantire non soltanto la libertà di scegliere, ma anche la libertà del processo attraverso il quale le scelte si formano. Da qui la necessità di governare l’innovazione attraverso trasparenza, pluralismo, conoscenza e partecipazione. Cecere ha inoltre richiamato la legge sulla partecipazione dei lavoratori promossa dalla CISL, sottolineando come, di fronte
all’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e organizzativi, il coinvolgimento dei lavoratori sia fondamentale affinché il cambiamento non venga semplicemente subìto, ma condiviso e governato. La Prof.ssa Sabrina Restante, ricercatrice del Dipartimento di Management della Sapienza, ha invece illustrato le opportunità dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione, in una prospettiva di valore pubblico fondata su
accessibilità, equità e trasparenza. La Dott.ssa Fabiola Lamberti, ricercatrice in Diritto del lavoro dell’Università Roma Tre, ha sviluppato un’analisi giuslavoristica del rapporto tra imprese e lavoratori, evidenziando la necessità di coniugare innovazione e competitività con la tutela dei diritti, della dignità e del ruolo dei lavoratori. Di particolare rilievo l’intervento del Prof. Mario De Caro, ordinario dell’Università Roma Tre, che ha affrontato le implicazioni
filosofiche ed etiche dell’intelligenza artificiale, soffermandosi sul rapporto sempre più complesso tra uomo e macchina. Lo sviluppo di sistemi artificiali sempre più avanzati pone interrogativi sull’autonomia della persona, sulla responsabilità delle decisioni e sul ruolo del giudizio umano. Il progresso tecnologico offre grandi opportunità, ma proprio per questo diventa necessario comprendere quali decisioni possano essere affidate agli strumenti artificiali e
quali debbano invece rimanere nella sfera della responsabilità umana. L’intelligenza artificiale può supportare l’uomo, ma non sostituirne la responsabilità, soprattutto quando le decisioni producono conseguenze sulla vita delle persone e sulla società. Il rapporto tra innovazione, lavoro e partecipazione è stato al centro delle conclusioni di Enrico Coppotelli, Segretario Generale della USR CISL Lazio. Coppotelli ha sottolineato come il dibattito sull’intelligenza artificiale non possa limitarsi al rischio dell’effetto sostitutivo sul lavoro. La vera sfida riguarda infatti chi governa l’introduzione delle nuove tecnologie nelle imprese, dove robotica, automazione e intelligenza artificiale stanno già modificando processi produttivi e organizzativi. Per questo il sindacato deve essere protagonista del cambiamento: non contrastare l’innovazione, ma contrattarla e governarla, coinvolgendo i lavoratori nelle scelte che incidono sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro. Partecipazione e contrattazione diventano così strumenti fondamentali per accompagnare e governare la trasformazione tecnologica. Dall’incontro di Latina è emerso un messaggio comune: l’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica. Investe il lavoro, l’economia,
l’Università, le istituzioni, l’informazione e la stessa qualità della democrazia. «La vera sfida – ha dichiarato Roberto Cecere – non sarà scegliere tra innovazione e tutela della persona, ma costruire un modello nel quale il progresso tecnologico possa svilupparsi mantenendo sempre al centro l’uomo. Nell’epoca degli algoritmi la democrazia dovrà garantire non soltanto la libertà di scegliere, ma anche la libertà di formare consapevolmente le proprie scelte».







