Oscar 2020, trionfa Parasite. A Phoenix la statuetta come miglior attore protagonista

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Si è tenuta nella notte tra il 9 e il 10 febbraio la cerimonia più importante del cinema: La notte degli Oscar.
Un risultato storico e assolutamente imprevedibile è il gelido, straziante, perfetto e ferocemente anticapitalistico “Parasite”a trionfare: il regista sudcoreano Bong Joon-ho vince quattro Oscar, i più importanti: miglior film ( la prima volta per un film non in lingua inglese) e miglior regia, battendo il Martin Scorsese di “The Irishman”, il Quentin Tarantino di “C’era una volta a Hollywood”, il re del pianosequenza Sam Mendes di “1917” e il favorito Todd Phillips col “Joker” ( già vincitore del Leone d’oro a Venezia ) dalle 11 nomination. A “Parasite”, Palma d’oro all’ultimo Cannes, anche la statuetta per il miglior film internazionale e la migliore sceneggiatura originale (non succedeva che andasse a un film non in lingua inglese dagli anni Sessanta). Stringendo l’Oscar per la regia, Bong Joon-ho ringrazia per primo il maestro che lo ispirava quando studiava cinema, Scorsese (Bong Joon-ho adora “Toro scatenato”), poi Tarantino, che lo ha sempre citato tra i suoi registi preferiti. Molto amato da Bong Joon-ho anche Visconti (e ogni riferimento di “Parasite” alla lotta di classe e a “Gruppo di famiglia in un interno” è da non sottovalutare), mentre non a caso un pezzettino d’Italia nel suo film c’è: la canzone di Gianni Morandi “In ginocchio da te”, arrangiata da Ennio Morricone. La platea gli dedica una standing ovation.

JOAQUIN PHOENIX : MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA CON “JOKER”
Joaquin Phoenix, Oscar 2020 come migliore attore super annunciato per il suo “Joker” fa un discorso da brividi, Renée Zellweger è, ovviamente, la miglior attrice per la sua interpretazione degli ultimi giorni di vita di Judy Garland. Phoenix, lungi dal ringraziare De Niro che siede lì davanti in platea e a cui in fondo s’ispira il suo Joker, o il regista Todd Phillips, si lancia in un monologo dall’emozione che si tocca, che scorre, che cresce: “Non mi sento superiore a nessuno degli altri candidati a questo premio. Però quello che voglio dire è che ho capito che noi possiamo dare voce a chi non ce l’ha, contro le diseguaglianze di genere, quelle Lgtb e quelle di ogni minoranza e quelle che, egoticamente, esercitiamo sulla natura e sugli animali. Violiamo i diritti delle razze e degli animali, ma nessuna specie ha il diritto di sfruttarne un’altra impunemente. Togliamo il vitello alla mucca, e togliamo alla mucca il suo latte per metterlo nei nostri corn flakes. Ma noi, come genere umano, possiamo essere meglio di questo, possiamo usare la nostra cultura e il nostro cuore. Io – continua Phoenix – sono stato cattivo, egoista, crudele con molti che sono anche in questo teatro, eppure mi avete dato una seconda possibilità. Una possibilità di redenzione. Mio fratello (River, l’attore bravissimo morto a soli 23 anni per un’overdose nel ’93, ) a 17 anni ha scritto: corri verso il rifugio con amore, e troverai anche la pace”. Fine, e via dalla scena.

LA LISTA DELLE STATUETTE ASSEGNATE
Pubblichiamo di seguito la lista di tutte le statuette assegnate nella notte più importante della cinematografia
Ecco tutti i premi degli Oscar 2020:
Miglior film – Parasite
Migliore regista – Bong Joon-ho (Parasite)
Migliore attore protagonista – Joaquin Phoenix (Joker)
Migliore attrice protagonista – Renee Zellweger (Judy)
Migliore attore non protagonista – Brad Pitt (C’era una volta a Hollywood)
Migliore attrice non protagonista – Laura Dern (Storia di un matrimonio)
Miglior film internazionale – Parasite
Migliore film d’animazione – Toy Story 4
Migliore corto animato – Hair Love
Miglior colonna sonora – Joker
Migliore canzone originale – “I’m gonna love me again” di Elton John
Migliore sceneggiatura originale – “Parasite”
Migliore sceneggiatura non originale – “Jojo Rabbit”
Migliore cortometraggio – “The Neighbors’ Window”
Migliore cortometraggio documentario – “Learning to skateboard in a war zone”
Migliore scenografia – “C’era una volta a Hollywood”
Migliori costumi – “Piccole donne”,
Migliore documentario – “American Factory”
Migliore montaggio sonoro – “Le Mans ’66 – La grande sfida!”,
Migliore mixing sonoro – 1917
Migliore fotografia – 1917
Migliore montaggio – “Le Mans ’66 – La grande sfida!”,
Migliori effetti speciali – 1917
Miglior trucco – “Bombshell – La voce dello scandalo”

Articolo a cura di Marco Luppi

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