“Praticamente” una piacevole scoperta!

Condividi con:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Francesco Pappacena, in arte “Pappa” è un cantautore emergente di Latina classe ’91.Non ha scoperto subito la sua passione per la musica infatti ci racconta che è arrivata dopo aver appurato che non poteva fare l’attore…

-Quando hai capito che la scrittura e la musica sarebbero stati gli strumenti che avresti usato per comunicare i tuoi pensieri?

Mediamente tardi, perché inizialmente volevo fare l’attore. Ho fatto teatro per molti anni a scuola ma a quindici anni ho avuto la malsana idea di comprarmi una tastiera e ho iniziato a strimpellare le prime canzoni. A sedici anni mi sono comprato la mia prima chitarra classica e da li ho iniziato a suonare seriamente. Subito dopo è arrivata la scrittura, le cose si sono incastrate e ho pensato “forse voglio fare questo nella vita”.

-Ogni cantautore ha un artista che l’ha motivato a intraprendere questa strada. Qual è il tuo?

Io ho iniziato a suonare la chitarra perché volevo imparare le canzoni di Ligabue e da quel momento in poi un artista valeva l’altro perché li usavo per migliorare a livello tecnico e musicale. Però il primo amore è stato Ligabue, un amore grande, di quelli che ti fanno diventare un patito, che ti fanno venir voglia di andare a tutti i suoi concerti e di leggere tutte le interviste e le cose che lo riguardano. Successivamente mi sono buttato un po’ sul classico come il rock degli anni ’70, i The Beatles, i Rolling Stones per poi ritornare alla musica italiana che rimane sempre la mia preferita.

-Quanto tempo fa hai scritto la tua prima canzone e qual è?

La prima canzone che scrissi si chiamava “Tu sei per me” e risale al 2010 quando appunto ho iniziato a suonare la chitarra. In quel periodo avevo la mia prima band e ci chiamavamo i “Q4Faraons”, “Q4” perché venivamo tutti da quel quartiere di Latina. In quel gruppo non ero il cantante ma il chitarrista/corista, quindi poi negli anni ho preso il mio percorso e sono andato avanti con la carriera da solista.

-Questa canzone è stata una cosa progettata o un fulmine a ciel sereno?

Ero fidanzato quindi arrivò spontaneamente l’ispirazione, era la solita canzone d’amore, banalissima. Sai quei classici testi “ sole, cuore, amore”? Una cosa del genere forse ancora più brutta. Però mi ricordo che c’ero molto affezionato, sicuramente perché era la prima canzone.

-Com’eri la prima volta che ti sei esibito live e com’è cambiato il tuo approccio con i palchi da allora?

E’ cambiato in positivo sicuramente. Il primo concerto della mia vita l’ho fatto con la band di cui ti ho parlato prima e risale al maggio 2010, suonammo ai giardinetti comunali di Latina. Erano solo due mesi che suonavamo insieme quindi eravamo abbastanza scarsi, io soprattutto. Eravamo tesissimi tutti quanti, a me tremavano addirittura le mani ed ero il chitarrista quindi ti lascio immaginare la situazione. Poi per un sacco di tempo durante i live mi tremavano le gambe e mi sentivo sempre molto instabile. Nel 2012 invece ho iniziato a suonare da solo al Rose Music Contest e arrivai secondo, anche lì c’era il tremore alla gambe, la tachicardia, però sono cose che ho sempre saputo gestire. Il mio problema principale era che chiacchieravo un po’ troppo sul palco, ci tenevo a spiegare le canzoni prima di cantarle e poi con il tempo ho capito che non ce n’è bisogno.

-Ti tremano ancora le gambe?

Si, su alcune canzoni si. Però non è più perché ho gente davanti ma è proprio per come mi fa sentire la canzone nel momento in cui la canto.

-Di cosa parlano principalmente le tue canzoni? Per esempio “Praticamente” da come ho capito parla di una storia d’amore un po’ travagliata…

Non ho mai un tema centrale nelle mie canzoni o comunque se c’è non c’ho mai fatto caso. Tendo a raccontare cose quotidiane tipo, come hai detto tu, “Praticamente” non è nient’altro che una litigata classica che ho avuto con la mia ragazza dell’epoca.

-Quindi parli di esperienze tue personali?

Si principalmente si ma questa cosa non mi limita. Il bello di scrivere è che ti puoi mettere sempre nei panni degli altri o inventare storie. Nel primo disco non l’ho fatto perché avevo tanto da raccontare di me, dei miei problemi e di ciò che mi stava succedendo ma è una cosa che vorrei fare. Il tema centrale del mio CD è l’amore anche se la parola “amore” non la pronuncio mai.

-Questo CD da cosa è nato? E com’è stato lavorare per creare qualcosa di tutto tuo?

E’ stato difficile però allo stesso tempo appagante. La prima canzone che ho registrato è stata “Servi tu”, però non avevo intenzione di fare il disco, l’ho registrata ad ottobre 2015 per aiutare una mia amica ad un progetto in cui doveva fare un video musicale e le volevo prestare la mia canzone. Il video non è stato più fatto e ho lasciato “Servi tu” da parte per molto tempo fino a che poi a gennaio 2017 ho deciso di voler fare il disco. Sono andato da Manuel Finotti dicendogli di voler fare solo un EP di quattro o cinque canzoni ma man mano che registravo venivano pure le altre canzoni e quindi alla fine le ho fate tutte. E’ uscito ad ottobre. E’ stata una grande soddisfazione perché ho fatto tutto da solo, dalla copertina alle canzoni. Purtroppo facendoti tutto da solo non puoi aspettarti uno slancio non avendo un’etichetta o un ufficio stampa, quindi dopo qualche intervista per le radio locali devi continuare a fare tutto da solo.

-Progetti futuri?

Ho qualche pezzo che vedrà la luce più avanti e sicuramente li manderò a qualche etichetta.

Articolo a cura di Martina Nardoni

Ti piace questo post?
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.