Maestra, filosofiamo!

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“La filosofia per me è come un corso d’acqua, come qualcosa che ti purifica da dentro e ti dà la felicità” 

Beatrice, 9 anni.

Riporto qui l’affermazione di un’alunna la quale, mi ha spiegato cosa fosse per lei la filosofia. Si, avete letto bene, la filosofia!

“Filosofia con i bambini, è possibile?”, “Come attuare la pratica del filosofare in classe?”, “Serve una formazione specifica dell’insegnante in tal senso?” Queste sono alcune delle domande che un insegnante può porsi (o almeno io personalmente mi sono posta) quando si appresta a considerare la disciplina filosofica in ambito scolastico. Cercherò di analizzare tali interrogativi in base a quella che è stata la mia breve esperienza con i bambini nell’anno scolastico precedentemente concluso.

Partendo dal primo quesito posso rispondere sicuramente in maniera positiva, si può praticare la filosofia con i bambini, vi sono progetti che partono già dai primi anni della scuola dell’infanzia! Riguardo il come attuarla, penso sia giusto lasciare piena discrezione all’insegnante; si veda bene, ciò non vuol dire entrare in classe ed improvvisare, ma ricercare ogni volta le giuste strategie in relazione all’obiettivo cui si vuole arrivare. A riguardo, la modalità d’approccio forse più diffusa quando si “filosofa” è quella di matrice socratica, basata sul dialogo. L’insegnante formula domande specifiche, domande stimolo, a cui l’alunno (solitamente insieme ai compagni) cerca di rispondervi. 

Per quel che concerne il ruolo e la formazione del docente posso dire: dipende dal modello che si considera. Vi sono pratiche, come quella (oramai estesa a livello mondiale) della Philosophy for Children, che necessitano di una formazione specifica in quanto strutturate secondo un curricolo predefinito; così come esistono metodologie che possono essere applicate in maniera “libera”. In relazione a quest’ultimo punto io ho utilizzato entrambe; non essendo formata per praticare la Philosophy (di cui sopra) ne ho tratto i principi essenziali e li ho riadattati a modo mio, utilizzando come supporto materiali “liberi”.

Concludo questo articolo lasciando aperto l’argomento in quanto verrà ancora ripreso, intanto vi lascio la parola chiave del prossimo testo: giochi filosofici!

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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