I Martìri: un duo indie direttamente da Roma

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I Martìri sono un duo romano composto da Filippo Pianosi e Ivan Boison. I loro primi due singoli sono usciti l’anno scorso, “Il tuo compleanno” e “Le sei” , mentre il terzo è uscito la scorsa estate “Soli nel mondo”. Tutti e tre prodotti da Francesco Tosoni per l’etichetta Noise Symphony.

-Da quanto tempo esistono i Martìri e com’è nata l’idea di questo progetto?

Noi due ci conoscevamo già perchè suoniamo in una band pop-punk di nome Feelbacks. Suonando insieme abbiamo sentito il bisogno di creare una nuova cosa che fosse in italiano per arrivare in modo più diretto alla gente e, visto che Filippo aveva dei pezzi in italiano e Ivan delle basi, ci siamo iniziati a vedere. Ufficialmente questo progetto è iniziato a marzo 2018; abbiamo fatto il nostro primo live in acustico e da lì non ci siamo più fermati.

-Il nome incuriosisce un po’ tutti, soprattutto l’accento sulla “i”. Come mai questa scelta?

Era un periodo in cui cercavamo il nome per questo progetto, stavamo in un locale a San Lorenzo e all’improvviso Ivan vede un quadro con il simbolo della Martini e urla “Ce l’ho, Martìri!” e da lì è nato tutto. L’accento è per far capire meglio alla gente che non è Martiri ma Martìri, dato che spesso ce lo chiedono.

-Da come si può capire ascoltandovi fate riferimento all’indie. Cosa pensate dell’industria musicale di questo genere al giorno d’oggi?

Ha i suoi lati positivi e quelli negativi. Ci sono molte critiche ma anche molti elogi, ormai le persone dicono che tutti si sono messi a fare indie ma alla fine la musica pop è sempre esistita. Adesso il pop si è spostato su una cosa che prima si chiamava indie ma indie non è più, però se pensi che fino a sei sette anni fa le classifiche musicali in italia erano dominate da roba pop straniera, è molto meglio ora con l’indie e la trap almeno gli artisti sono italiani ed è molto più bello.

-Quando scrivete i vostri pezzi lo fate insieme o ci sono canzoni scritte solo da uno di voi due?

Di solito la cosa è che Filippo scrive testo e melodia della voce e poi lo manda a Ivan che fa la produzione sotto. Però non è una cosa fissa, ad esempio la canzone che sta per uscire l’abbiamo scritta insieme e invece quella prima l’ha scritta tutta Filippo . Quindi non è una regola che uno scrive e l’altro fa la base, perchè se Ivan dovesse scrivere un testo sarebbe preso in considerazione, anche perchè nelle cose scritte insieme si vede l’unione di due persone.

-Quando avete un evento live, quante prove fate per riuscire a dare il meglio?

Solitamente non c’è un numero prestabilito di prove, quando ci sentiamo sicuri del set che stiamo facendo ne basta anche una o due, invece se ci sono delle cose che non piacciono e dobbiamo lavorarci meglio magari anche tre o quattro, quindi dipende come ci sentiamo.

-Di cosa parla “Le sei” ?

Parla di quando stai con una persona che ami e che una volta ti amava, però capisci che lei sta iniziando a perdere il sentimento e non è più come prima e te ne rendi conto da solo anche se non te lo dice esplicitamente. Nella canzone parliamo delle serate passate insieme a quella persona che diventano diverse perchè lei non è più la stessa ed è molto difficile come situazione. Non sai se lasciar perdere tutto, che è quello che dovresti fare, o continuare e il senso della canzone è che continui anche se non dovresti. 

-Quali sono i vostri programmi per il futuro?

Suonare, suonare e suonare, quindi andare in giro soprattutto con questa nuova canzone.

Articolo a cura di Martina Nardoni

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