Coronavirus e sport: arriva lo stop definitivo

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Dopo tanta riluttanza il mondo sportivo sembra finalmente pronto a fermarsi

Dopo diverse settimane di incontri, supposizioni e polemiche anche il mondo dello sport si è progressivamente adeguato alle restrizioni che ha comportato l’emergenza Coronavirus. Tutte le discipline sportive, pertanto, si sono uniformate alle direttive emanate in questi giorni dagli organi competenti: tra gli sport maggiori il calcio (a livello internazionale) è stato l’ultimo “baluardo” che per forza di cose nelle ultime ore si è adeguato (sono arrivati i primi casi di contagio in Serie A e nei campionati europei), costringendo gli addetti ai lavori a fermare definitivamente tali competizioni, con buona pace di tutti coloro che fin qui si sono sfregati le mani in vista degli ingenti guadagni che di norma derivano dagli stessi eventi sportivi. Tutti, indistintamente, ci stiamo adeguando al nuovo status che ci è stato imposto con l’obiettivo di salvaguardare salute ed incolumità di tutti, visto che parliamo di un’emergenza che negli ultimi giorni ha assunto una connotazione globale: il buon senso ed il senso civico devono prevalere su ogni cosa.

Benché in molti ambienti sportivi si continua a parlare di come comportarsi una volta che questa emergenza sarà terminata, l’unica certezza che si ha adesso è quella di dover affrontare il presente “congelando” tutto per qualche settimana. Da più parti, dove gli interessi economici e politici continuano a prevalere, ci si preoccupa ancora di come poter organizzare i calendari una volta che le competizioni riprenderanno ufficialmente (oppure si prova a mantenere l’eventualità di poter disputare gli eventi a porte chiuse), mettendo in secondo piano il presente e sottovalutando il fatto che il problema esiste ora e l’unica priorità è quella di affrontarlo al meglio in modo da poterlo lasciare definitivamente alle spalle (speriamo!); ci sarà tempo per pensare a tutto il resto. Quello che lascia perplessi è la riluttanza che molti settori dello sport, a livello nazionale, hanno mostrato nell’accettare le direttive, anteponendo di fatto gli interessi di pochi a quelli della collettività. Mai come in questo caso la salute viene prima di tutto! 

Insomma, è inutile pensare a cosa fare o a come comportarsi dopo il 3 aprile, visto che al momento questa rappresenta solo una data fittizia per la ripresa dello sport a livello agonistico: al momento nessuno è in grado di poter dire quando sarà giunto il momento per ripartire.

Articolo a cura di Diego Rocci

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