Morto Stefano Pernigotti: aveva reso noti i gianduiotti nel mondo

Condividi con:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Stefano Pernigotti, per molti il “re dei gianduiotti”, è morto lunedì all’età di 98 anni nella sua casa di Milano.

L’imprenditore era nato a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, e nella città piemontese aveva costruito le sue fortune: lì infatti il nonno aveva fondato nel 1860 la Pernigotti, azienda dolciaria, resa dal nipote Stefano uno dei marchi italiani del cioccolato più famosi al mondo. Nei primi anni di vita l’azienda fu la fornitrice ufficiale di cioccolato della famiglia Reale italiana, tanto che il 25 aprile del 1882 Re Umberto I concesse a Pernigotti la facoltà di innalzare lo stemma reale sull’insegna della sua fabbrica. Nel 1927 invece, con Paolo Pernigotti alla guida (il padre di Stefano), ci fu la grande intuizione: venne avviata per la prima volta la produzione industriale del gianduiotto, il nobile cioccolatino a forma di barca rovesciata nato ufficialmente a Torino nel 1865 e arricchito con l’inconfondibile sapore delle nocciole gentili delle Langhe. Seguirono anni di successi e riconoscimenti.

Negli anni Sessanta fu il turno di Stefano di prendere le redini dell’azienda: egli era considerato un imprenditore illuminato, stile Olivetti, che si preoccupava dei lavoratori ma anche delle loro famiglie. L’interesse della comunità era sempre anteposto al suo personale profitto. Dopo la tragica morte dei suoi due figli in un incidente stradale avvenuto in Uruguay nel 1980, rimasto senza eredi decise di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna, nota per i successi legati al settore delle bevande alcoliche. Nel 2013 poi il passaggio ai fratelli turchi Toksoz, che diede inizio ad un periodo in cui non sono mancate le difficoltà. Nel novembre 2018 i nuovi proprietari avevano prospettato la chiusura dello stabilimento. Nel giugno scorso l’annuncio di un piano di rilancio dell’attività.

A dare ieri la notizia della morte di Pernigotti è stato il sindaco di Novi Ligure, Gian Paolo Cabella. «Come amministrazione non possiamo che unirci al cordoglio e al dolore della città che era molto affezionata al Cavaliere. Ha segnato un’epoca con la generazione dei nostri genitori e con quelle precedenti – ha sottolineato il sindaco -. Tutti ricordano come nel bombardamento dell’8 luglio 1944 avesse offerto rifugio ai novesi nelle cantine dello stabilimento».

Il gianduiotto, probabilmente il prodotto più famoso della Pernigotti
Ti piace questo post?
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.