Italia, un viaggio alla scoperta della Sardegna

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Eccoci tornate per un nuovo viaggio. Si, sappiamo di essere stati tutti un po’ sfortunati con questa quarantena, i viaggi in primavera sono stati rimandati e chissà quelli per l’estate. Ma pensiamo positivo, perché non leggere di posti belli e lontani e immaginare un futuro viaggio dopo questo periodo? 

La Sardegna

Eccoci arrivati in Sardegna, una terra antica e piena di segreti. L’isola è facilmente raggiungibile in aereo o in nave, ma per godere a pieno di tutte le sue bellezze vi consigliamo di noleggiare una macchina o portarla con voi sul traghetto. Per motivi di comodità, parleremo solo della parte sud dell’isola, poiché la Sardegna è piena di bellissime spiagge e monumenti storici. Partiamo quindi dal porto di Cagliari, che si trova a pochi passi dal centro storico. Nel porto potrete ammirare tanti yatch di persone famose che attraccano per qualche giorno per godere del cibo e della vita notturna della città e, se siete fortunati e fate attenzione, potrete vedere anche i delfini che vengono a salutare la gente del porto. 

Riguardo la fondazione di Cagliari esiste una leggenda secondo la quale la città fu fondata dal figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che fece riappacificare tutti i popoli e insegnò agli abitanti l’agricoltura e la caccia. Nel centro storico di Cagliari si trovano le mura e le torri pisane e una in particolare, la Torre dell’elefante che viene chiamata così perché sulle mura è presente una decorazione a forma di elefantino, simbolo della popolazione pisana, è il primo punto panoramico che vi segnalo, dal quale potrete ammirare il porto, il mare e tutta la città. Non solo da qui potrete godere di una bellissima vista, soprattutto al tramonto. Cagliari è colma di punti panoramici poiché è stata costruita in verticale e sono quindi presenti tante salite e scorci magici. 

Vi suggeriamo di perdervi per i vicoletti del centro storico, qui di tanto in tanto, potrete trovare delle piccole locande dove fare un buon aperitivo con i tipici prodotti sardi, una buona ichnusa o un calice di vino. Altri punti da cui godere della vista sulla città sono il Bastione di Saint Remy, il Belvedere di Buoncammino, situato di fianco al carcere e il Castello di San Michele. Altro monumento importante è la basilica di Bonaria che è protagonista di una leggenda: secondo i cagliaritani la Madonna situata nell’abside della basilica fu la guida di un imbarcazione spagnola che stava affondando a causa di un improvvisa tempesta. Il comandante della nave aveva ordinato di lanciare in acqua ogni cassa presente sull’imbarcazione così da alleggerirla; tutte le casse affondarono tranne una che rimase a galla e al suo passaggio le nuvole sparivano, così i marinai la seguirono e arrivarono sani e salvi al porto di Cagliari. 

Quando aprirono la cassa si accorsero che al suo interno era contenuta una statua della Madonna che ora è considerata una delle patrone di Cagliari. Lasciando il centro storico ci si può avviare verso il litorale più lungo dell’isola, questo è lungo 7 km e attraversa due città: dalla Sella del Diavolo di Cagliari alla spiaggia di Quartu Sant’Elena. E qui abbiamo un’altra leggenda su uno dei luoghi più misteriosi e simbolici della città: la Sella del Diavolo è un alto promontorio sul quale si dice che, durante la lotta tra Lucifero e l’arcangelo Michele, il diavolo venne disarcionato da cavallo e perse la sua sella che si posò sul promontorio, dandole la sua forma. Il pezzo di mare sottostante la sella del diavolo si chiama Golfo degli angeli proprio per tener fede a questa antica leggenda.

 Il Poetto è anche sede di una movimentata vita notturna, sul litorale infatti sono presenti dei chioschi che si animano con musica dal vivo o dj-set sino a tarda notte. Da qui abbiamo due opzioni: esplorare l’isola verso ovest o verso est. Se andiamo verso est possiamo trovare innumerevoli spiagge con sabbia bianca finissima che aspettano solo di essere esplorate. Se volete rimanere vicini alla città troverete Geremeas e Torre delle Stelle, che sono situate a 40 minuti dal centro, mentre se vi volete avventurare più ad est troverete Villasimius, Villaputzu e Costa Rei. Le spiagge di queste tre località sono tra le nostre preferite dell’isola, sono caratterizzate tutte da acqua cristallina e da una fitta vegetazione che fa contrasto con il blu del mare. Le spiagge che più belle di queste località sono: Porto Giunco e Cala Sinzias per Villasimius, Cala Monte Turno, nella quale il sabato viene organizzata una serata sulla spiaggia, con drink e musica e la spiaggia dello Scoglio di Peppino per Costa Rei. Se volete andare ancora più verso nord-est, vi consigliamo vivamente di recarvi ad Arbatax, dove la più famosa spiaggia, prende il nome dalle rocce rosse presenti in questa zona. Ad Arbatax durante le prime due settimane di agosto si svolge il Red Valley festival, al quale partecipano dj e cantanti famosi per divertire e rallegrare la calda estate sarda. A un’ora da Arbatax vi troverete nella zona vicino a Orgosolo, ricca di cale sconosciute ma anche di cale famose come Cala Mariolu, Cala Goloritzè e Cala Luna. Per godere della loro acqua e della loro bellezza vi consigliamo di recarvi al porto di Cala Gonone e prenotare la visita con la barca. Durante la visita è presente una guida turistica che vi svelerà tutti i segreti della zona e potrete tuffarvi direttamente dalla barca nell’acqua cristallina, in più il pranzo viene offerto dall’equipaggio. Se invece da Cagliari prendiamo la statale verso ovest ci troviamo immersi nella Costa Verde che si presenta con spiagge di minuscola ghiaia e non da sabbia bianca come l’altra sponda dell’isola. Qui le spiagge sono circondate da montagne e vegetazione e ci sono alte scogliere da dove poter ammirare l’immensità del mare. Le spiagge che vi consigliamo sono Portoscuso, Masua e Buggerru; in queste giornate, se c’è abbastanza vento e buone onde, potrete anche prendere qualche lezione di surf e ritrovarvi faccia a faccia con i delfini. Questa parte dell’isola è certamente meno battuta della parte est, per cui vi consigliamo vivamente di immergervi nelle sue acque e godere dell’ospitalità dei suoi abitanti.

Articolo a cura di Giulia Ortu e Priscilla Limongi

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