Coronavirus: chiuse le discoteche in tutta Italia e reinserito l’obbligo di mascherina dopo le 18

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Il governo ha deciso di sospendere tutte le “attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricreative o in altri luoghi aperti al pubblico”. L’ordinanza è attiva in tutta Italia da oggi, 17 agosto, e obbliga inoltre all’uso della mascherina dalle ore 18 alle ore 6 anche all’aperto, nei luoghi pubblici.

La decisione è stata presa nella giornata di ieri, quando il ministro della Sanità Roberto Speranza, quello degli Affari regionali Francesco Boccia e quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, si sono riuniti in videoconferenza con i governatori regionali per un vertice urgente, dato il continuo aumento dei contagi.

L’ordinanza firmata dal ministro Speranza chiude tutto da lunedì 17; nel testo è chiarito che non sono ammesse deroghe regionali alla normativa nazionale, se non “in termini più restrittivi”. Inoltre nell’ordinanza è presente una nuova stretta sull’uso della mascherina, che “dalle 18 alle 6” su tutto il territorio nazionale torna obbligatoria anche “all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti”. Sarà quindi obbligatorio indossarla anche nei luoghi della movida.

Il governo ha dunque deciso di adeguarsi al parere del Comitato tecnico scientifico, che già nei giorni scorsi aveva espresso la sua preoccupazione di fronte all’aumento dei casi di contagio. “C’è una ripresa dei casi significativa, anche alla luce dei contagi nel contesto europeo”, ha detto il ministro Speranza motivando la decisione presa ieri: “Diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l’attenzione”. Più cauto invece il ministro Boccia, il quale ha tenuto a sottolineare che “restiamo uno dei Paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria”, una “condizione non casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi”. La decisione presa avrà effetto almeno fino al 7 settembre.

Articolo a cura di Fabrizio Scarfò

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