“Ci sono due tragedie nella vita. Una è invecchiare, l’altra non essere mai stati bambini.”

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“Ci sono due tragedie nella vita. Una è invecchiare, l’altra non essere mai stati bambini.”
MIRKO BADIALE

Nel corso del tempo il campo di conoscenze relativo all’infanzia, intesa come specifica fascia d’età e relazionata a precisi bisogni, è notevolmente cambiato. Si pensi, infatti, a come si è passati dal considerare veritiere le credenze medioevali (tra cui ne spiccano alcune che tendevano a considerare il bambino come se fosse un uomo in miniatura) all’esaltazione attuale della figura dell’infante; quasi venerato come fosse un re.
In relazione a quanto detto, perciò, il quesito da porsi è solamente uno: a cosa è dovuto un così drastico cambiamento di prospettiva?

Per scoprirlo è necessario un breve salto a ritroso nel tempo.
Grazie ai cambiamenti socio-economici verificatosi tra il XVIII e il XIX (con conseguente innalzamento della qualità della vita) iniziò a maturare nella società l’esigenza di un’adeguata formazione giovanile che avrebbe garantito agli infanti, futuri adulti, la possibilità di un’elevazione sociale; con il relativo privilegio di poter trascorrere una vita agiata.

Le considerazioni riguardo la figura del bambino passarono, infatti, dal concepirlo non più come essere imperfetto, alle volte portatore di peccato, ma, piuttosto, come individuo bisognoso di cure.
A riguardo, la prima “agenzia educativa” coinvolta fu la famiglia. I genitori smisero di considerare la prole come se fosse un peso e iniziarono a donargli amore.

Tutto ciò, però, ebbe evidenti ripercussioni anche nel campo dell’educazione, con la nascita e lo sviluppo di luoghi che potessero favorire l’educazione del fanciullo.
Un nome che non può essere trascurato in questo discorso è quello di Friedrich Fröbel (1782-1852), conosciuto e ricordato per l’ideazione del giardino d’infanzia.

Il giardino d’infanzia è uno dei primi luoghi in cui il bambino, paragonato ad una pianta, veniva accudito da insegnanti-giardiniere che avevano il duplice compito di dispensare amore materno, oltre che favorire lo sviluppo di facoltà morali e congnitive dei piccoli.

Una precisazione a riguardo.
Il riferimento a questo tipo di approccio nei confronti dell’infanzia è solo un piccolo esempio per far notare l’importanza del cambiamento di concezione riguardo la figura del bambino.
La storia “della nascita dell’infanzia” è, infatti, molto più ricca e complessa.

È bene comunque notare che tutti gli interventi e le medotologie adottate nel corso del tempo, fino ad arrivare all’età odierna, hanno sempre di più puntato a migliorare l’apprendimento in età infantile proprio perché questo periodo della vita, prima ignorato, è invece stato rivalutato come uno dei più importanti nella vita di un individuo.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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