Ostriche & Champagne
Portare il mare sulla tavola di Capodanno non è mai stato così semplice

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Saline, morbide, di classe. 

Tutto questo racchiuso in un guscio che sembra fatto di roccia. 

Persino Casanova ne apprezzava le caratteristiche – si suol dire afrodisiache.


Solitamente vengono consumate crude, ecco perché bisogna puntare alla più assoluta freschezza.

Prima di ogni cosa, fate attenzione al peso: se sono troppo leggere sono sicuramente morte, poiché non contengono una quantità di liquido sufficiente. 

Le ostriche fresche si riconoscono da una pienezza di liquido ed una corposità interna che si stacca con facilità dalla valva. Da non sottovalutare anche il profumo.

Se poi volete giocare con le ricette e dare un tocco personale ai vostri piatti, le ostriche possono anche essere consumate da cotte. Che vogliate farle al vapore, fritte, gratinate, arrosto oppure utilizzarle per preparare una salsa, il risultato sarà un successo. Se invece preferite il classico crudo, potete condirle con del pepe e limone, tabasco, limone in purezza – servendole sempre su del ghiaccio. 

Ma come abbinare? 

Scegliete una bollicina, possibilmente champagne a base Chardonnay: fresca, secca ed elegante al palato per smorzare la sapidità naturale di questa prelibatezza.

Articolo a cura di Roberta Lucibello

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