Ramen – Il Giappone in una ciotola

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Una leggenda narra che il brodo del Ramen possa catturare le emozioni di chi lo prepara. Se lo si preparerà felice, tutti i commensali che lo mangeranno si sentiranno pervasi da un immenso tepore di felicità.

Quante volte abbiamo desiderato assaggiare, guardando un anime – i cartoni animati giapponesi – una di quelle ciotole che brillavano sotto gli occhi del nostro personaggio preferito? 

Il Ramen è un piatto iconico della cucina nipponica, composto da un brodo a base dashi, spaghetti di frumento e topping.

Non solo bello da vedere ma anche estremamente healthy, con sole 436 kcal per 100 gr di porzione. 

Potete trovarlo in diverse versioni: carne, pesce o addirittura vegetariano e vengano. 

Insomma il Ramen accontenta i palati più raffinati ed esigenti, declinandosi in un’unica esplosione di sapore, quella che I giapponesi definiscono Umami.

Un cibo povero, nato dall’esigenza di insaporire ciò che le persone potevano permettersi in quantità ridotte, ossia, alimenti poveri come il pollo, il cipollotto, la pasta di grano e le verdure. Ma per far sì che i sapori possano valorizzarsi sono necessari lunghi tempi di cottura. 

Questo pane del popolo, chiamato così dagli americani nel dopoguerra, divenne una vera autocelebrazione per il paese del Sol Levante. Tant’è che nel 1994 aprì a Yokohama il primo Museo del Ramen. 

Ma il ramen non è solo trasformazione di un cibo povero, può essere anche un piatto gourmet. 

Infatti nel 2016 fu proprio un ramen bar, lo “Ramen-Ya Tsuta”, situato nel cuore pulsante di Tokyo a ricevere la prima Stella Michelin.

Articolo a cura di Roberta Lucibello

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