A QUIET PLACE II

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La famiglia Abbott dopo  aver scoperto di non essere l’unica superstite dall’arrivo degli alieni, si avvia verso il centro cittadino. Incontrano quindi Emmett, loro vecchio conoscente e colui che ha comunicato con la famiglia fino a quel momento. Dopo un’iniziale reticenza, l’uomo accetta di fornire loro rifugio per la notte. Durante la veglia notturna, Regan e Marcus captano una canzone alla radio per la prima volta. Regan è convinta sia un messaggio in codice e che ci siano altri esseri umani riusciti a sfuggire al dominio incontrastato dei mostri. Scoperta la stazione radio da cui proviene la canzone, Regan decide di dirigersi da sola verso la meta, contro la volontà della famiglia. Evelyn supplica Emmett di riportare indietro la figlia, non potendo lei stessa farlo perché deve badare al bambino appena nato e perché Marcus è ferito a una gamba. Controvoglia, l’uomo riesce a raggiungere la ragazza, la quale lo convince ad accompagnarla fino alla vicina isola su cui sorge la stazione radio. Avrà così inizio un viaggio di redenzione e di speranza per l’umanità.

“A Quiet Place II” è l’attesissimo secondo capitolo della saga ideata, scritta e diretta da John Krasinski, la cui uscita nelle sale era prevista a marzo 2020, ma che a causa della pandemia è stata posticipata al 24 giugno 2021 (sarà disponibile a breve anche su Paramont+).

Nel cast troviamo nuovamente Emily Blunt nei panni di Evelyn Abbott e i giovanissimi Millicent Simmonds e Noah Jupe, nei ruoli dei figli, affiancati da un enigmatico e schivo Cillian Murphy (Peaky Blinders, 2013 – in corso).

Le atmosfere horror del primo capitolo vengono ammorbidite, mentre prevalgono quelle della trama di redenzione e del viaggio. Infatti, protagonista indiscusso di questo capitolo è proprio Emmett, personaggio che ci viene introdotto come cinico e solitario. L’uomo non è affatto felice di essere stato raggiunto dagli Abbott, avendo sperimentato l’orrore della pazzia umana, conseguita all’arrivo degli alieni. Tant’è che interviene minimamente al suo primo incontro con gli Abbott, quando Marcus rimane intrappolato in una tagliola e quando gli alieni sopraggiungono. Emmett porta sulle spalle la croce del non essere riuscito a proteggere la propria famiglia, il senso di colpa di non aver potuto fare di più, e sarà Regan a dargli l’occasione di riscattarsi, intraprendendo un viaggio che si rivelerà essere molto introspettivo.

Le strade, quindi, si dividono: Emmett e Regan si dirigeranno verso la vicina isola, mentre Marcus ed Evelyn, insieme al neonato, rimarranno nel rifugio. La storia, quindi, avrà periodi alternati fra action e il drammatico. L’arco riguardante gli Abbott del rifugio risulta essere più riempitivo che altro, un filler, che servirà solamente a raccordarsi al messaggio di speranza di cui Regan è portatrice.

La regia di Krasinski è pulita e completamente al servizio della trama. Nota di merito va sicuramente al sonoro, che colpisce e disorienta lo spettatore grazie all’alternanza di dialoghi e mutismo, un rimando sia al mondo della sordità (di cui è affetta la ragazza) che alla colonna sonora del primo capitolo.

Rispetto ad “A Quiet Place” che ha colpito per l’originalità del tema trattato, “A Quiet Place II” è un degno sequel che non azzarda e che accompagna lo spettatore verso un molto probabile terzo (e speriamo) ultimo capitolo.

VOTO 5/10

Articolo a cura di Sara Paterniani

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