Lo sviluppo linguistico del bambino.

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Uno degli interrogativi che nel tempo ha spinto sempre più studiosi a ricercare quei fattori legati allo sviluppo del linguaggio è il seguente: come si può imparare a parlare?

In merito a ciò le teorie che ne sono scaturite sono molteplici ed, alle volte, anche diametralmente differenti. Infatti, vi sono alcunistudiosi che tendono a considerare la conquista linguistica come slegata dal contesto di appartenenza o altri, come ad esempio Skinner, che non considerano il bambino come soggetto attivo dell’apprendimento.

Riflettere, però, sulle infinite possibilità di risposta offerte dalla ricerca in questi anni vorrebbe dire analizzare un campo troppo vasto e complesso per cui, nell’articolo odierno, verrano fornite indicazioni sommarie e generali sullo sviluppo del linguaggio.

A tal proposito è bene porre come premessa la capacità dei neonati di essere maggiormente sensibili, dal punto di vista uditivo, ai suoni linguistici che ad altri rumori generici.

Inoltre, alla nascita il bambino che vuole comunicare tende ad utilizzare maggiormente espressioni facciali unite a vari tipi di pianto, che differiscono in base alle sue esigenze. Le vocalizzazioni prelinguistiche sono comunque già presenti ed il loro sviluppo è relazionato allo sviluppo dei muscoli preposti all’articolazione.

Alla fine del primo mese appaiono,invece, le prime vocalizzazioni che tendono a riprodurre per lo più suoni vocalici “aaa”, “eee”; mentre già verso il 3-4 mese compaiono anche produzioni consonantiche.

Verso il primo anno inizia una fase definita di lallazione in cui i bambini tendono a ripetere suoni privi di significato con un’evidente unione tra vocali e consonanti (ad esempio, ba-ba o pa-pa).

Tra i 10 e i 20 mesi vengono pronunciate le prime parole singole definite dai ricercatori con il termine di olofrasi. Quest’ultime sono all’apparenza parole uniche che però vogliono indicare un intero concetto; ad esempio, “barca” può significare “quella è una barca” oppure “io voglio quella barca”.

Invece, tra i 18 e i 24 mesi l’infante inizia a produrre frasi composte da molteplici parole, queste sono grammaticalmente più semplici di quelle degli adulti e prevedono spesso l’utilizzo soltanto del verbo e del soggetto (“guarda palla”).

Circa nello stesso, però, inizia a verificarsi anche una vera e propria esplosione del vocabolario con un incremento sia dei termini che della loro complessità d’associazione.

Inoltre, uno sviluppo significativo si verifica intorno al quinto anno d’età quando il soggetto ha acquisito la struttura base della sua lingua madre, sebbene conservi ancora delle lacune che andranno poi a migliorare con il tempo e l’esperienza.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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