Come facilitare lo sviluppo del linguaggio.

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Nell’articolo odierno sono presenti alcuni consigli che possono aiutare il bambino ad addentrarsi meglio nel mondo del linguaggio.

Per una questione di correttezza, e rispetto, verso le professioni specifiche che si occupano di ciò premetto di non essere una specialista in tal senso, ma soltanto un’insegnante che nel tempo si è sempre più interessata all’argomento in questione.

Dunque, come favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini piccoli? 

Normalmente lo stesso inizia ad insorgere intorno al primo anno di vita (anche se il periodo può chiaramente variare il base al personale tempo di crescita dell’infante) dove si verifica un’arricchimento del vocabolario spesso accompagnato sia dalla pronuncia di singole parole molto semplici, sia da mimica gestuale. Il bambino in questa fase d’età si trova nel pieno della scoperta, lo sguardo attento, la bocca sempre alla ricerca di qualcosa da “assaggiare”, le braccia che si protendono per afferrare gli oggetti; insomma la realtà che lo circonda diviene motivo di stimolo.

Tutto questo sarà indispensabile perché porrà le basi per una vera e propria “esplosione del linguaggio” che arriverà, in misura maggiore, intorno ai 24-30 mesi.

L’adulto, d’altra parte, diviene un esempio da seguire, oltreché il principale riferimento ed è dunque fondamentale che metta in atto tutte piccole strategie che possano aiutare il bambino.

Dunque, il primo passo in tal senso si esegue spesso con la focalizzazione dello sguardo. L’adulto si pone frontalmente al bambino abbassandosi al suo stesso livello visivo, parlando piano e scandendo bene ogni sillaba che pronuncia. 

Le frasi devono richiamare una struttura semplice: soggetto verbo e complemento. La chiarezza, infatti, non si evince dalla complessità dei termini, ma dal modo in cui essi vengono disposti nella frase. 

Inoltre, è solitamente sconsigliato sostituire parole come “cane” con “il bau bau”. Questo perché con la crescita l’infante dovrà svolgere un lavoro inverso, ovvero, sostituire “il bau bau” con “cane” e, data la difficoltà affrontata dallo stesso per parlare, tutto questo risulterebbe solamente come un dispendio di energie.

A tal proposito, però, c’è da esporre una precisazione. I suoni onomatopeici come “bau bau”, “miao miao” o “pio pio” sono molto utili se inseriti all’interno di “canzoncine stimolo”; infatti focalizzano l’attenzione sul verso dell’animale e divertono il bambino.

Data la lunghezza espositiva richiesta dall’argomento nelprossimo articolo si continuerà a parlare di questo argomento aggiungendo altre tecniche che possono stimolare il linguaggio degli infanti.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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