Processi emotivi e apprendimento: l’insegnante affettivo.

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In linea con quanto analizzato nell’articolo precedente la relazione educativa è un processo che, instaurandosi tra insegnante ed alunno, si pone alla base del processo di apprendimento autentico; dove quest’ultimo termine sta ad indicare un apprendimento che non influisce solo sulla sfera delle conoscenze disciplinari del bambino, ma, bensì, investe ogni suo ambito di conoscenza.

Prima di entrare nel fulcro della questione di oggi è bene ricordare che l’apprendimento non può, per nessuna ragione, essere inteso come un processo passivo in cui a prevalere sia la trasmissione unidirezionale del sapere; senza che si verifichi, quindi, un interscambio comunicativo tra chi
insegna e chi apprende. Per evitare ciò è infatti importante che il docente crei, fin da subito, un rapporto di reciproca fiducia con i suoi alunni.

Un insegnante mosso dall’amore pedagogico per questa professione sarà in grado di progettare un’esperienza formativa/emozionale che permetta la condivisione di un percorso di arricchimento reciproco, senza la quale l’evento educativo sarebbe svuotato della sua importanza.
L’inquadramento del docente in questo senso permette il suo riconoscimento come insegnante affettivo.

L’insegnante affettivo riscontra tre caratteristiche peculiari.

La prima si esplicita nel campo dell’ascolto attivo. Questo tipo di ascolto tiene conto della componente empatica presente nell’atto comunicativo. La persona che ascolta riesce a cogliere lo stato d’animo del parlante immedesimandosi nello stesso. In ambito didattico, un insegnante aperto
su tale fronte riuscirà a comprendere <<il non detto>> dell’alunno, cogliendo particolari gesti, stati d’animo o richieste di aiuto anche se queste non sono direttamente manifestate a livello verbale. L’ascolto attivo, inoltre, favorisce anche il dialogo, inteso come interscambio responsabile tra due
soggetti consapevoli di essere entrambi portatori di conoscenza.

La seconda caratteristica riguarda la comprensione delle dinamiche relazionali del gruppo classe che possono essere distinte secondo due campi d’indagine. Il primo, permette di inquadrare la classe come un insieme di apprendimento; mentre il secondo lascia spazio a tutte quelle componenti
relazionali e sociali di cui il gruppo stesso è intriso. La formazione di un clima positivo nell’aula (con le insegnanti e con il gruppo dei pari) è un elemento essenziale all’apprendimento. Al docente spetta il compito di ridurre eventuali tensioni orientando le relazioni in un’ottica positiva.

L’ultima caratteristica è l’introspezione. La stessa permette all’insegnante di evitare visioni egocentriche e <<fossilizzazioni>> sul proprio punto di vista, favorendo, invece, quell’apertura mentale necessaria alla messa in discussione del proprio sapere. D’altra parte, è proprio quello stato
di incertezza continua che permette di ricercare sempre nuove conoscenze.

Concludendo, in queste righe si può notare quanto il compito del docente sia complesso e ricco di sfaccettature, ma, forse, è proprio questa continua ricchezza di significato a renderlo così bello.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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