L’influenza del gruppo classe sulla crescita dell’individuo.

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Ogni qualvolta un genitore lascia il proprio figlio a scuola, lo sta indirettamente affidando a quella che potrebbe definirsi “la palestra della vita dell’individuo”, ossia, un luogo in cui con le proprie forze il bambino si fa strada nel dinamico mondo delle relazioni; oltreché degli apprendimenti.

A tal proposito, l’articolo di oggi focalizza l’attenzione su uno degli aspetti che più di tutti caratterizzano la vita scolastica degli alunni di ogni ordine e grado: la relazione con il gruppo classe.

Una piccola premessa a riguardo. La prima spiegazione che si può fornire riguardo la definizione di “gruppo classe” è la seguente: un insieme di soggetti ai quali è richiesto il raggiungimento di un obiettivo comune (nel caso specifico, trattandosi di gruppi nati all’interno della scuola, gli obiettivi richiesti si risolvono in relazione all’apprendimento e all’interiorizzazione del metodo di studio). 

In realtà, però, la questione non si esaurisce a questi termini.

Per l’alunno tale gruppo è un importante punto di riferimento psicologico, affettivo e relazionale, nonché il punto di partenza per la formazione della sua futura personalità.

All’interno dello stesso, infatti, vengono a crearsi delle vere e proprie interazioni psico-sociali tra individui che si trovano in un rapporto di dipendenza reciproca. 

Da quanto fin qui esposto si nota come uno dei taciti obiettivi che un insegnante deve prefiggersi quando “prende in carico” i suoi alunni è proprio quello di stimolare la formazione di un buon clima di classe, creando i presupposti per far sì che tutti gli alunni si sentano accettati e soprattutto liberi di poter esprimere il proprio pensiero. 

Una delle strategie che può aiutare a sviluppare ciò, prevede una forma collaborazione tra i vari membri (di quella che, a questo punto, può anche essere definita come una piccola comunità) che si esplicita attraverso la divisione dei ruoli all’interno della classe.

L’assegnazione del ruolo, infatti, comporta l’accettazione di tutte quelle regole che si pongono anche alla base della convivenza civile. 

Nascono così: gli aiutanti del silenzio, i controllori della pulizia, i “capo lettura”; che sono solo una piccola parte del tutto, il resto è affidato alla fantasia dell’insegnante!!

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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