C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno. (Luigi Pirandello)

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L’articolo odierno prende vita a seguito di una breve analisi riguardante la psicologia sociale, la quale viene a classificarsi come una branca della psicologia che si occupa di analizzare la relazione di un individuo con i gruppi sociali. In altri termini, la psicologia sociale studia come i pensieri e i comportamenti delle persone siano influenzati da altri soggetti. 

Si veda bene, allora, l’importanza di tale disciplina all’interno del contesto scolastico, dove l’influenza del gruppo dei pari (oltreché del gruppo docente) sia uno dei pilastri che scandisce costantemente la vita degli alunni. 

Dunque, entrando nel merito, si è detto che la psicologia sociale tende ad analizzare il modo con cui le persone si costruiscono impressioni o giudizi sulla realtà che vivono a partire da un assunto fondamentale: il giudizio sociale è alla base del comportamento. 

Ma cosa si intende esattamente per giudizio sociale? 

Il giudizio sociale è una caratteristica dell’uomo che lo aiuta a comprendere meglio il suo mondo sociale e si compone di tre dimensioni:- Gli atteggiamenti: l’atteggiamento è il modo grazie al quale l’individuo valuta una qualsiasi entità (un oggetto, una persona ecc..) con un grado di favore o disfavore.- I pregiudizi: il pregiudizio, come indica il termine, è un opinione (positiva o negativa) che il soggetto si autocrea nella sua mente prima di averla verificata nella realtà.- Le impressioni: queste sono il riassunto di un complesso percettivo che orienta le scelte del soggetto.

Con tale spiegazione si vuole cercare di trasmettere l’importanza di quanto l’idea sociale possa influire sul comportamento dei soggetti, specie se questi sono in fase di sviluppo come tutti coloro che frequentano il mondo della scuola. Negli articoli successivi si riprenderà tale tematica in modo da capire meglio come affrontare situazioni in cui ad essere predominante, è il pensiero altrui e non il proprio.

Articolo a cura di Ilaria Genovesi

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