Parasite Eve: il nuovo singolo dei Bring Me the Horizon

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Dire che in questo momento il mondo è un posto caotico suona banale, ma una cosa che ci salva sempre è la nuova musica. Sia che si tratti di band che amiamo da molto tempo, sia di band che abbiamo scoperto recentemente durante il periodo trascorso in quarantena. Il 25 giugno i Bring Me The Horizon hanno fatto uscire il loro nuovo singolo Parasite Eve, farà parte di una serie di quattro nuovi EP, denominati “Post Human“ e verranno pubblicati nel corso del 2021.

La canzone inizia un canto “spirituale”, che ci da una premessa alle vibrazioni post-apocalittiche che lo seguiranno, infatti prende rapidamente ritmo, e come se non fosse abbastanza caotico, il video che lo accompagna rende molto chiara l’idea di inquietudine. Il cantante della band ha postato una storia su Instagram prima dell’uscita del singolo, in cui diceva che durante la quarantena aveva giocato a tantissimi videogiochi ma in particolate a Doom e che quest’ultimo, con la sua pesante colonna sonora, ha contribuito a ispirare il pezzo. Questo possiamo notarlo nel lamento delle sirene in sottofondo, che crea tensione per tutta la durata della canzone. La band ha sempre saputo come far sentire la nostra rabbia, la nostra frustrazione e le nostre paure.

“Quando dimenticheremo l’infezione, ricorderemo la lezione?” recita il brano. E’ una frase che mi ha davvero colpito, è quasi incredibile sapere che questa canzone è nata prima della pandemia che ha preso il sopravvento sul mondo, anche se per me è solo l’ennesimo segno che questi ragazzi riescono sempre a guardare oltre. L’idea di scrivere “Parasite Eve” è nata quando Sykes stava leggendo di un insetto giapponese diventato resistente al calore a causa del cambiamento climatico. Ha preso in prestito il titolo da un vecchio videogioco della Playstation e hanno iniziato a registrare prima che il virus prendesse davvero piede in tutto il mondo. “E’ stato davvero strano”, ha ammesso Sykes. “Avevamo sentito parlare della situazione in Cina, ma poi le somiglianze tra ciò che stavamo scrivendo hanno cominciato ad avvicinarsi alla realtà. Ogni volta che c’era una notizia al riguardo, ci rivolgevamo l’uno verso l’altro e dicevamo “Parasite Eve”, senza renderci conto della gravità di tutto questo. Abbiamo accantonato la canzone per un po’ perché ci sembrava un po’ troppo “vicina all’osso”. Poi però ci siamo resi conto che questa era una ragione per pubblicarla ora più che mai.

Nella nostra musica abbiamo sempre voluto fuggire e abbiamo ignorato i problemi che ci circondavano. Ma quello di cui il mondo ha veramente bisogno è fermarci a pensare e ricordare tutto questo. Non si può semplicemente sfiorarlo e aspettarsi che la vita torni alla normalità, perché non succederà. Dobbiamo cambiare. Questo è il senso della musica rock: affrontare il lato oscuro ed elaborarlo”. Sykes ha continuato: “Questo è un momento che tutti noi sapevamo che un giorno sarebbe arrivato, ma forse non nella nostra vita. E’ ora di reagire. Non è il momento di dire: “Questi giorni passeranno” e “tutto andrà bene”, perché non andrà bene niente se non facciamo qualcosa”. Spiegando cosa dobbiamo aspettarci dalla prima parte del nuovo progetto ‘Post Human’, Sykes lo ha descritto come “un disco con canzoni di battaglia”. “Avete presente come nel Signore Degli Anelli, dove tutti cantano una canzone prima della battaglia, sapendo che potrebbero morire, ma che devono perseverare e vedere come va? Stiamo cercando di incarnare questo”, ha detto. “Questo primo EP parla di speranza e di rabbia e sembra l’equivalente sonoro di una rivolta. Stiamo invitando la gente a trovare la soluzione con noi. È molto più aggressivo di qualsiasi cosa abbiamo fatto negli ultimi tempi. Il mondo non ha bisogno di musica pop leggera in questo momento – ha bisogno di inni per la rabbia. C’è così tanto per cui essere arrabbiati”.

Articolo a cura di Martina Nardoni

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